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Montare sul carro del vincitore non importa chi egli sia

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di Giancarlo Grassi

A pochi giorni dall’insediamento dell’orrido Trump Due, più che un presidente un vendicatore, più che una presidenza una camera degli orrori, ecco il leghismo salviniano saltare sul carro del vincitore inanellando una serie di proposte ridicole come quella del Bagnai e del Borghi: fare uscire l’Italia dall’Oms. Ci si consola come può, attraverso il proporsi proni al capo di turno, fingendo di ignorare che il Trump l’alleata italiana ce l’ha già, si chiama Meloni e politicamente si mangia vivi tanto il Bagnai quanto il Borghi.

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Del resto quando continui a perdere elezioni, quando continui a perdere voti, non ti resta che fingere di vincerle a casa d’altri. Perché di qualcosa bisogna pur gioire (per non morire). Così mentre Salvini è impegnato su temi fondamentali come i presunti complotti a base di chiodi e pantografi – una novità assoluta anche questa, presunti complotti a parte – si lascia spazio ad altri statisti del leghismo della caduta  libera che propongono l’uscita dell’Italia dall’Oms: un tempo l’Italia doveva uscire dall’euro, prima ancora dall’UE. Perché per la Lega tutto è un’uscita: persino gli elettori.

Dunque avanti tutta con la visibilità a tutti i costi che siam così impegnati che per l’Italia non ci resta tempo, signora mia. E ci perdonerà se non è arrivata al lavoro in tempo neanche stamattina causa flatulenza di un pettirosso, noi dobbiam parlare con Trump. Perché noi si vale. Altro che storie.

P.S. Non sarà sfuggito agli arguti leghisti che l’esperimento del governo di Trump, cioè il riempire posti chiave e ministeri di incompetenti che come funziona uno stato nemmeno lo sanno, è lo stesso esperimento del M5S col quale la Lega ha governato prima del celeberrimo “Datemi pieni poteri” del segretario che fa tutto per non fare niente.

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(24 gennaio 2025)

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