di Daniele Santi
Il tribuno leghista che cerca disperatamente visibilità, ormai solo a quella pare aspirare, ha detto la sua in piena libertà e autonomia dando aria ai suoi polmoni (sono suoi, ne faccia quello che vuole) con un’altra affermazione indimenticabile: “Quando il popolo vota ha sempre ragione”, probabilmente commentando senza saperlo anche le elezioni in Basilicata. Quella che sembra una genuflessione allo Zar rientra in realtà in quella che Salvini deve ritenere una strategia politica vincente in vista delle Europee: andare a destra sempre più a destra oltre la destra possibile travolto da FdI di qua e da Forza Italia di là.
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Del resto il suo obbiettivo è ambizioso: superare alle Europee il M5S (che alle ultime elezioni arrivò al 17,07%) cioè dieci punti in più del 7% e un po’ che Salvini ha rimediato in Basilicata, quasi doppiato anche da Tajani. Ma la corsa solitaria di Salvini, la sua perenne fuga in avanti, non si ferma a Mosca. Circumnaviga il globo terracqueo e torna in Veneto dove gole profonde parlano di decisioni prese per le elezioni regionali con Zaia a capo di una lista Zaia come semplice consigliere, se non passa l’idea del terzo mandato. Sarebbe un mondo bellissimo quello della Lega di Salvini nel paese delle Meraviglie se Zaia non avesse già detto chiarissimamente: “Cosa farò e quando lo decido io”. Questo in onore a Salvini e alla sua strategia, mica è mancanza di rispetto.
(18 marzo 2024)
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