di Giancarlo Grassi
La granitica unità delle destre, sbandierata come la nascita di un figlio maschio nel secolo decimo nono, vacilla ad ogni contrazione dell’universo conosciuto (mentre i Terrapiattisti hanno chiesto al governo, guarda guarda proprio questo, di essere riconosciuti come religione) e scatena le ire della presidente del Consiglio: informano gole profonde di quasi certa e pericoloso genìa comunista.
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di Marco Maria Freddi Mescolare la memoria della Shoah con le contingenze geopolitiche del presente è un’operazione intellettualmente... →
Secondo queste pericolose pettegole, la Lega di Salvini, una forza politica che è tutta una correttezza, avrebbe depositato tre emendamenti alla Legge di Bilancio nonostante il patto che diceva di non depositare emendamenti. Le pettegole di cui sopra, riprese anche da alcuni quotidiani nazionali, riferiscono di una furiosa Meloni che avrebbe telefonato a Salvini ricordandogli il patto di non emendabilità di una Legge di Bilancio nata perfetta: mancano solo le promesse elettorali, ma è un dettaglio.
Salvini avrebbe risposto che non ne sapeva nulla e che dev’essere stato quel Massimiliano Romeo al quale non era consentito un simil ardire, quello cioè di agire in solitaria – come se la Lega conoscesse una simile democrazia interna – e depositare, scrive Repubblica, i tre emendamenti che riguardavano la spending review degli enti locali, i transfrontalieri e la giustizia, modifiche non onerose, come certi patrocini, delle quali dunque non si capisce il senso. Come di certi patrocini, per rimanere sulla questione.
Salvini avrebbe rassicurato Meloni. I tre emendamenti verranno ritirati. E la manovra resterà “blindata” perché il granito è roba seria. Altro che politica.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
(22 novembre 2023)
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