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La leggenda del governo tecnico “delle sinistre”, e la realtà: è la Lega a invocare un rimpasto post Europee 2024

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di Giancarlo Grassi

Ruotano come in un loop demenziale le dichiarazioni di Giorgia Meloni relative ad un nuovo governo tecnico che, secondo la presidente del consiglio bravissima nell’inventarsi storie incredibili ma un po’ meno nell’arte di mantenere le promesse elettorali, sarebbe già nelle mani della sinistra con tanto di lista e nomi dei ministri. Se non fosse una incredibile barzelletta sarebbe anche credibile, ma ci sono alcuni punti da considerare che Meloni, travolta da tanta improbabile propaganda, dimentica.

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Nessuno, in questa fase storica, vorrebbe avere tra le mani la patata bollente di governare l’Italia, dopo che in appena 12 mesi e sulla base di calcoli propagandistici, questo governo ha dilapidato i pochi vantaggi messi in saccoccia dal governo Draghi. Avranno notato, i signori al governo, che dall’opposizione Conte e Schlein – Calenda non è pervenuto, cambiando idea ad ogni post e Renzi cerca casa, perennemente – stanno praticamente zitti perché non si deve intervenire, ad avere un minimo di senno, nell’azione sconsiderata di un governo che ha l’opposizione al suo interno e che si sta cuocendo a fuoco lento. Da solo. Le uniche richieste di rimpasto governativo non arrivano da chi fa opposizione a Meloni, ma vengono da Salvini che l’ha ripetuta in più occasioni, legandola all’immaginato successo della Lega alle prossime Europee 2024. Di cosa sbraita dunque Meloni? Del nulla. Come fa da sempre.

C’è poi un ultimo aspetto, che Meloni non può ignorare ma che pensiamo non le interessi granché: gli Italiani un governo tecnico non lo vogliono, lo dicono tutti i sondaggi. E lo sa anche lei, come lo sa Schlein, come lo sa Conte, che l’unica via possibile se questo governo dovesse cadere (e dio sa quanto dentro il governo lo desiderino) l’unica via saranno le elezioni, mentre invece per continuare in un’azione di riforma degna di essere chiamata tale, Meloni sa benissimo cosa dovrebbe fare: liberarsi di Salvini e della Lega di Salvini, operazione complicata almeno quanto quella di evitare gli orrendi titoli dei giornali più a destra delle destre possibili.

Nel frattempo, dato che l’hanno voluto il governo, dovranno togliere l’Italia dalle sabbie mobili in cui l’hanno cacciata dal 1994 ad oggi ad ogni governo seguente ad elezioni dove hanno vinto promettendo l’impossibile e realizzando il nulla nel quale ci troviamo. Altro che governo tecnico voluto dalle sinistre. Nel frattempo lo spread sale  lentamente, ma inesorabilmente, fino a 203,26.

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(7 ottobre 2023)

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