di Giancarlo Grassi
Dichiarazioni tutte sorrisi e pacche sulle spalle prima,, tra Meloni e il cancelliere Scholtz, e poi un secco “No” dell’Italia alla riforma del diritto d’Asilo e una bocciatura della proposta di compromesso che era sul tavolo. E’ stato Pientedosi a puntare i piedi e a dire “no” chiaramente in linea con il Governo Meloni ormai specializzato nel fare saltare accordi in Europa. Se dovesse servire a ridare prestigio all’Italia avrebbe anche un senso. Certo non sulla pelle altrui.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
L’Italia non è stata tuttavia la sola a dire “No”: altri nove paesi si sono schierati contro il testo e hanno annunciato i loro “no” oppure la loro astensione. L’incontro era iniziato all’insegna degli interessi sempre più “convergenti e strategici” tra Germania e Italia, interessi apparentemente arenatesi sul tema del “paese terzo sicuro”, che ai tedeschi piace poco. E mentre Meloni si fa bella dicendo che “la Germania sa che senza l’Italia e le nazioni di frontiera è molto più difficile avere una politica europea sulla migrazione che funzioni meglio”, specialista com’è in toni accattivanti, ricordando che l’Italia ha salvato vite “in solitudine”, dimenticandosi degli annegati di Cutro che ha lasciato morire in solitudine. L’affermazione ha trovato la pronta opposizione di Scholz che ha ricordato “Abbiamo accolto un milione di ucraini e 240mila rifugiati da altri Paesi negli ultimi anni. E noi non abbiamo confini esterni”.
Ribadite le distanze siderali tra Italia e Germania anche sulle Ong.
Marattin: “E il momento di unire il centro. Per il leader primarie”
Con una interessante intervista all'Adnkronos Luigi Marattin si è intanto smarcato dal calendiano Europeisti.eu (francamente, un nome simile...) parlando dell'associazione... →
(8 giugno 2023)
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata
