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Il governo italiano ha detto “No” alla riforma del diritto d’Asilo

di Giancarlo Grassi

Dichiarazioni tutte sorrisi e pacche sulle spalle prima,, tra Meloni e il cancelliere Scholtz, e poi un secco “No” dell’Italia alla riforma del diritto d’Asilo e una bocciatura della proposta di compromesso che era sul tavolo. E’ stato Pientedosi a puntare i piedi e a dire “no” chiaramente in linea con il Governo Meloni ormai specializzato nel fare saltare accordi in Europa. Se dovesse servire a ridare prestigio all’Italia avrebbe anche un senso. Certo non sulla pelle altrui.

L’Italia non è stata tuttavia la sola a dire “No”: altri nove paesi si sono schierati contro il testo e hanno annunciato i loro “no” oppure la loro astensione. L’incontro era iniziato all’insegna degli interessi sempre più “convergenti e strategici” tra Germania e Italia, interessi apparentemente arenatesi sul tema del “paese terzo sicuro”, che ai tedeschi piace poco.  E mentre Meloni si fa bella dicendo che “la Germania sa che senza l’Italia e le nazioni di frontiera è molto più difficile avere una politica europea sulla migrazione che funzioni meglio”, specialista com’è in toni accattivanti, ricordando che l’Italia ha salvato vite “in solitudine”, dimenticandosi degli annegati di Cutro che ha lasciato morire in solitudine. L’affermazione ha trovato la pronta opposizione di Scholz che ha ricordato “Abbiamo accolto un milione di ucraini e 240mila rifugiati da altri Paesi negli ultimi anni. E noi non abbiamo confini esterni”.

Ribadite le distanze siderali tra Italia e Germania anche sulle Ong.

 

 

(8 giugno 2023)

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