“La mafia li ha uccisi, ma è sorta una mobilitazione delle coscienze, che ha attivato un forte senso di cittadinanza. Nelle istituzioni, nelle scuole, nella società civile, la lotta alle mafie e alla criminalità è divenuta condizione di civiltà, parte irrinunciabile di un’etica condivisa”, lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (il cui fratello Piersanti venne ammazzato dalla mafia) nella giornata in cui si ricorda la strage di Capaci dove vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta aggiungendo poi che l’azione di “contrasto alle mafie va continuata con impegno e sempre maggiore determinazione” perché come insegnava Giovanni Falcone “la mafia può essere battuta ed è destinata a finire” anche se è “un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità”.
Così il presidente Mattarella, in occasione del trentunesimo anniversario della strage di Capaci.
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