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“Non è l’Arena”, tra telenovela, cronaca nera e sottobosco politico

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di Alfredo Falletti

“Non è l’arena”, come a tutti noto, è il titolo di una trasmissione de La7, condotta da Massimo Giletti, che l’emittente di Urbano Cairo ha deciso di sospendere insieme al suo giornalista conduttore “segato”, come si dice in gergo. Potrebbe apparire una decisione improvvisa e forse incomprensibile, ma andando a ritroso nel tempo, dai fatti intricati che si sono susseguiti, potrebbe essere possibile ricavare ipotesi che spieghino la chiusura di una trasmissione con audience rilevanti.

La puntata del 5 novembre 2022 intitolata “Fantasmi di Mafia” sembrerebbe essere il prologo della vicenda con Giletti che ospita un personaggio, il factotum dei fratelli Graviano, ergastolani condannati per stragi ed omicidi di mafia, ovvero Salvatore Baiardo, il cui ruolo non è affatto chiaro e le cui dichiarazioni rese in ogni apparizione nella trasmissione sono poi finite sotto la lente dei PM antimafia.

Salvatore Baiardo ha condotto le interviste di Giletti con un’abilità che il giornalista probabilmente non gli attribuiva, tanto da consentirgli il ruolo di “indovino” e di predire l’arresto di Matteo Messina Denaro, magari dopo una trattativa, poiché seriamente ammalato e quindi non in grado di proseguire nella sua latitanza. Il 16 gennaio di quest’anno, a soli due mesi dalla “divinazione” del Baiardo, le immagini di tutti i telegiornali mostrarono il boss tratto in arresto presso la clinica La Maddalena di Palermo perché paziente oncologico sotto chemioterapia.

Nel corso di quei due mesi Giletti, a “vaso di Pandora” ormai aperto, ad ogni puntata affrontava di tutto in tema di mafia, comprese le ipotesi delle “protezioni” di cui il boss abbia goduto in trent’anni di latitanza, la trattativa Stato-Mafia, la strage in cui caddero Paolo Borsellino e la sua scorta e “stranezze” quali la perquisizione del covo di Riina effettuata molti giorni dopo il suo arresto e la sparizione della borsa di Borsellino contenente la famosa agenda rossa.

Ogni puntata un nuovo colpo di scena, come in occasione dell’intervento di Salvatore Baiardo che affermava di aver ricevuto notizie sullo stato di salute di Messina Denaro – nonostante fosse al 41bis – dato che a Palermo le “fonti attendibili” non mancano come non mancano sempre nuove rivelazioni del Baiardo “gola profonda”, che in altra occasione rende noto di aver chiesto nel 2012 un incontro a Silvio Berlusconi il quale, però, mandò il fratello Paolo.

In una delle puntate si apprende che uno dei fratelli Graviano, imputato in un processo in Calabria, rivelò l’esistenza di “una carta scritta sui rapporti economici tra la mia famiglia e Berlusconi. Investiti 20 miliardi” oltre a contatti diretti con Silvio Berlusconi. Elementi che Graviano confermò successivamente ai magistrati fiorentini.

Tra febbraio e marzo, ventilando una sua possibile collaborazione con Mediaset, Baiardo interrompe la partecipazione alla trasmissione di Giletti ed è a questo punto che il giornalista conduttore viene convocato dai PM a causa delle dichiarazioni di Baiardo per acclarare se questi “avesse la disponibilità di materiale relativo ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, inerente agli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri”.

In quell’occasione Giletti dichiarava che Baiardo gli mostrò una foto in cui sarebbero stati ritratti Silvio Berlusconi, Giuseppe Graviano ed il generale dei Carabinieri Delfino (passato ai servizi segreti), ma di questa foto Baiardo negherebbe l’esistenza anche se diverse intercettazioni lascerebbero intuire che la foto esista o sia comunque esistita.

Probabilmente la chiusura di “Non è l’arena” è stata determinata da sviluppi per qualcuno non più sostenibili fino al punto da far dichiarare a Giletti che il programma sia stato definitivamente chiuso per volontà dell’editore Urbano Cairo poiché erano in programma alcune puntate sulla strage di Via D’Amelio, sull’ex sottosegretario forzista Antonio D’Alì, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ma soprattutto su Marcello Dell’Utri.

Una versione alternativa sulle cause della decisione sarebbe quella della prevista presenza di Salvatore Baiardo, figura ormai problematica dopo che le sue dichiarazioni in trasmissione sono sotto indagine presso l’Antimafia di Firenze ed i compensi ricevuti – 48mila euro – dei quali una parte in nero, (pagamento in nero smentito dallo stesso Giletti) – ma in tutto questo turbinio sembrerebbe una querelle marginale.

Per chiudere, un episodio “a latere” che risale al 4 giugno 2021e riguarda personaggi per i quali non si possa affermare o smentire con certezza la loro estraneità alla vicenda della trasmissione. E’ in quella data che si manifestano altri illustri personaggi in campo per bloccare le trasmissioni di Giletti: Marcello Dell’Utri condannato in via definitiva per concorso esterno e l’avvocata Enrica Mascherpa, responsabile dell’Ufficio Legale di Fininvest, intercettati nel corso di una conversazione finalizzata a proteggere Silvio Berlusconi dai contenuti delle trasmissioni di quel periodo creando un sistema strategico di contro-comunicazione. La preoccupazione dello stesso Dell’Utri è testimoniata dalle parole rivolte all’Avvocata Mascherpa: “Questi sono delinquenti, potrebbero influenzare i giudici”.

Le indagini continuano. Ai posteri…

 

(24 aprile 2023)

©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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