di Redazione LGBTIQA+
In occasione del 53° anniversario dei moti di Stonewall, il media Da’ Voce al Rispetto in collaborazione con Gaynet, I Sentinelli di Milano e ILGA Europe lanciano la campagna “La legge del cuore”, per completare la legge Mancino-Reale e rilanciare i contenuti del ddl Zan, fermo in Senato ormai dallo scorso novembre.
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“I crimini d’odio colpiscono al cuore – si legge nella nota delle realtà promotrici. “Nel cuore di ogni persona ci sono le parti più importanti di sé, proprio quelle prese di mira dall’odio. La legge italiana contro i crimi d’odio punisce solamente la violenza e la discriminazione motivate da etnia, nazionalità e religione. Eppure il cuore è lo stesso, non importa il colore della pelle, la religione di appartenenza, le capacità fisiche, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o il ruolo stabilito dalla società. E’ tempo di completare questa legge, in modo che anche in Italia sia possibile denunciare l’omofobia, la transfobia e gli altri crimini d’odio”.
La campagna rappresenta la legge Mancino Reale (oggi integrata nel codice penale) come un cuore a forma di puzzle che necessità di una tessera mancante. Sulla tessera da aggiungere si leggono le caratteristiche personali che verrebbero aggiunte dal ddl Zan alla normativa esistente: orientamento sessuale, identità di genere, genere, sesso, disabilità.
“L’obiettivo – prosegue la nota – è quello di ricordare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei crimini d’odio, sugli strumenti preventivi, come l’introduzione della giornata contro l’omolesbotransfobia nelle scuole, nonchè sulla difficoltà delle nostre istituzioni, come l’OSCAD, nell’elaborazione dei dati sui crimini d’odio in assenza di riferimenti normativi. L’auspicio – concludono – è che all’indomani delle amministrative il tema possa tornare a pieno titolo nell’agenda politica, in risposta ai venti repressivi e autoritari che vediamo purtroppo rafforzarsi, dalla Russia come dagli Stati Uniti. Questo provvedimento collocherebbe il nostro Paese in modo chiaro nel quadro europeo, poiché l’Italia è l’unico tra i membri UE insieme a Bulgaria, Rep. Ceca e Polonia a non riconoscere i crimini d’odio omolesbobitransfobici”.
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(28 giugno 2022)
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