di Daniele Santi
Serviva una scusa per fare quello che vogliono, come è nello stile delle destre di questo paese, e Salvini, il Grande Perdente, ha già lanciato il suo “Ci penseremo noi a riformare la Giustizia”, senza specificare se noi si riferiva all’ampio arco delle granitiche destre italiane, divise su tutto, o se trattavasi di plurale majestatis che ritiene di meritare.
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Ciò che è successo è che gli Italiani hanno appena spernacchiato la politica, questa politica, non una politica seria, facendo registrare il quorum più basso nella storia dei referendum e lanciando un segnale anche alle amministrative: il risultato è stato che la diretta di Rai 3 del 12 giugno ha proposto un personaggio sconosciuto ai più che c’ha tenuto a tuonare che “la maggioranza degli Italiani ha detto si ai referendum” – che non sono validi, perché ha votato un italiano su cinque – e quindi il parlamento dovrà ascoltare quei “sì”.
In che paese vive quel signore? Di che paese parlava il Tg3? Si sono accorti questi signori dell’informazione che un po’ ve la racconto come serve a noi e non per la realtà che rappresenta, che il vero segnale lanciato dagli Italiani è stato “Basta” e non il “sì” ai referendum sulla Giustizia? Che per la prima volta la disaffezione allo strumento referendario ha trascinato in basso anche la partecipazione al voto amministrativo? Perché i quesiti referendari sono stati silenziati insieme al fatto che la riforma Cartabia ne avrebbe superati almeno tre?
Che gli Italiani siano stanchi di tutta una serie di giochetti lo vedono tutti, a parte chi non lo vuole vedere, ma che siano ancora disposti per molto a farsi prendere in giro e trattare da imbecilli è tutta da vedere. E’ la vecchia storia tutta berlusconiana che va avanti dal 1992 e che vede le proposte lanciate, ignorate, sottoposte a referendum con due soluzioni: o i referendum si silenziano, e poi si fa ciò che si vuole, o i referendum si perdono, si aspetta un po’ di tempo, e poi si fa ciò che si vuole. Non è certamente questa l’Italia che queste destre vendono, ma è quella che costruiscono.
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(13 giugno 2022)
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