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Salario minimo. L’UE dà l’okay. Le destre italiane dicono “No”

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di Giovanna Di Rosa

L’Unione Europea dopo una maratona chiusa attorno alle 5 del mattino, ha deciso per il “sì” al salario minimo raggiungendo un accordo dopo una notte di trattative. Le destre che da dentro e fuori il governo sostengono l’esecutivo – una facendo finta di essere all’opposizione e le altre due fingendo di essere al governo – hanno già reso noto il loro “No”.

Una cosa è ciò che dicono le destre e un’altra, spesso molte altre, sono le cose che poi le destre non fanno inventandosene altre. Brunetta, ad esempio, si prende la briga di sbugiardare l’accordo affermando che il “salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale [sic] di relazione industriali” che non si capisce cosa vuol dire se non che bisogna che le industrie guadagnino e gli operai stentino, e poi consiglia, da buon oracolo, utilizzando le frasi fatte: “Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca e valorizziamo le nostre relazioni industriali. Il salario non può essere moderato ma deve corrispondere alla produttività”: parole al servizio di un’opposizione di principio utili a tranquillizzare l’elettorato delle destre italiane che, in soldoni, non significano assolutamente nulla. Poi interviene Matteo Salvini a dire che il salario minimo non è una priorità della Lega che la “flat tax al 15% per le imprese perché poi i salari li pagano le imprese”.

Queste le destre che raccontano di stare dalla parte del popolo, toccherebbe prendere le misure.

L’okay della UE dovrà poi essere recepito dai singoli stati con misure ad hoc, dunque i primi commenti delle destre che si propongono per l’ennesima volta di governare il paese esattamente come questo paese ha già visto, stanno dicendo esattamente quanto interessi del benessere del popolo italiano a FdI, Forza Italia e Lega che si riempiono la bocca con il benessere del popolo.

Dall’UE si parla di “tappa importante per l’Europa sociale” per bocca della presidenza di turno francese. Per la presidente Von der Leyen “le nuove regole proteggeranno la dignità del lavoro”. Le “flat tax” della Lega sono lì da 15 anni. Se avessero voluto approvarla avrebbero avuto diversi governi a disposizione. Ma invece di fare i fatti Salvini preferisce le semplificazioni verbali: “i salari li pagano le imprese, e se pagano uno sproposito di tasse non riescono a pagare lo stipendio a nessuno”. Ecco a voi la già morta approvazione della misura UE da parte dell’Italia. Segue tweet.

 

 

 

(7 giugno 2022)

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