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Bianca Berlinguer e il “Carta Bianca” da cartellino rosso

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di Paolo M. Minciotti

Non apprezzo, ed è un’opinione non una legge, la presenza costante di ospiti russi nei programmi televisivi italiani; non la apprezzo non perché gli ospiti sono russi, ma per la loro protervia, maleducazione, aggressività nei confronti dei punti di vista altrui, alla ricerca costante di imporre il loro punto di vista con toni lontani dall’essere civili e con le espressioni dei visi che dicono tutt’altro. Non lo apprezzo. Non apprezzo che si invitino “giornalisti” che prestano la loro voce di sostegno acritico a un regime invasore e del cui ruolo reale sappiamo pochissimo o quasi nulla.

Non apprezzo, da cittadino, che Bianca Berlinguer continui a riempire il suo programma di opinioni e di personaggi discutibili, non tanto per le opinioni in sé quanto per le modalità con le quali vengono trasmesse, quasi ad imporre un pensiero altro che non è solo altro da quello comune ma in qualche modo superiore e come tale non soggetto alle modalità che sono proprie dei comuni mortali. Non apprezzo Orsini, così come non apprezzo Corona, così come non apprezzo l’impianto totale del programma che sbraita molto, non dice nulla, non ha una linea editoriale chiara, che per quanto discutibile sarebbe almeno una linea, e che Berlinguer conduce male nonostante le capacità e l’esperienza e la cultura politica che potrebbero essere la sua forza e invece diventano la sua debolezza.

Infine, o quasi, che con denaro pubblico si paghino programmi-contenitori di ospitate di personaggi discutibili, russi in questo caso, ma direi lo stesso di un presunto rappresentante non istituzionale di qualsiasi altro regime totalitario, testimoni di una regime che ha ordinato l’invasione di un paese pacifico, a raccontare la loro personale fola de l’oca, forse al servizio del Tiranno e con la presenza dell’ospite italiano a dare man forte. Non apprezzo se succede da Gruber a Otto e Mezzo (certo, c’è ben’altro polso) e non lo apprezzo, da cittadino, da operatore dell’informazione e da fruitore di una televisione pubblica pagata anche coi miei denari, nemmeno sulle reti Rai.

Che si dia spazio a un simile contenitore di opinioni personali utili soltanto a chi le pronuncia, che si tiri inconsapevolmente (?) la volata elettorale di Orsini – la sensazione è questa, e speriamo di sbagliarci anche se dal M5S che ha portato Petrocelli dove sta c’è da aspettarsi altro –  con una conduttrice incapace di governare ciò che ha scatenato e regolarmente battuta negli ascolti da Floris il cui programma è, almeno, costruito attorno ad una precisa linea informativa, fa sperare che i vertici Rai e la Commissione di Vigilanza vogliano cominciare a fare il loro lavoro sul serio. Insieme a Berlinguer che più che da Carta Bianca è da “cartellino rosso”.

 

(28 aprile 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 



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