di Daniele Santi
La sindrome dei fratelli-coltelli non poteva risparmiare Alessandro Di Battista che, su Luigi Di Maio, se ne esce con ciò che ci si aspettava potesse uscire. “Luigi ormai è diventato uomo di establishment, uomo di potere“, ha detto il Di Battista nazionale intervenendo a Accordi & Disaccordi sulla Nove, ritenendo forse che qualcuno possa ancora credere che chi entra in politica lo faccia per non gestire il potere.
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Saremmo un po’ stanchi di vergini & martiri, perché la politica è la politica e se mezza Italia sa che la politica è gestione del potere bisogna che chi in politica ci è entrato e poi ne è uscito per disaccordi legittimi, la smetta giocare alla delegittimazione della politica perché chi sta dove avrebbe potuto essere lui, è legato al potere.
Non si scrive questo per difesa d’ufficio di Di Maio, secondo noi politicamente indifendibile, ma accusarlo di essere “diventato un uomo di sistema” che “pensa alla prosecuzione della sua carriera politica, a come collocare se stesso e anche il Movimento” dubitare che “voglia lasciarlo, ma spostarlo sempre più al centro”, e farlo in televisione, con toni discutibili del resto perfettamente in linea con il dibattistismo, non significa necessariamente parlare di politica. Forse si mette al centro della telecamera una propria frustrazione personale. Che è tutto, ma non politica.
Dunque la saga dei fratelli-coltelli che devasta la destra, rode il fegato anche a Di Battista. E la battuta: “Di Maio riceve Confalonieri, dà pacche sulle spalle a Casini, tra un po’ si limona Rosato in aula…” è una battuta da bar del porto, nulla ha a che vedere con la critica politica. Nemmeno di un avversario. Fermo restando un severo giudizio politico, da parte nostra, sull’operato di Di Maio in tutti i ruoli che ha rivestito fino ad ora ruoli che non dovrebbe mai aver rivestito, così come il M5S in politica non dovrebbe esserci entrato mai. Ma certamente non è Di Battista il personaggio politico o ex che dir si voglia che può parlare in quel modo se non a conferma dell’andreottiano “il potere logora chi non ce l’ha”.
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(12 febbraio 2022)
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