Il Ddl anti-rave della Lega, con lo sceriffo Salvini primo firmatario, prevede (anche) l’arresto immediato

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di Daniele Santi, #Politica

Così si fa: si arrestano partecipanti ai rave-party, perché in qualche modo tocca arginare la caduta libera nei sondaggi e nelle urne, e in qualche modo ci si dimentica di certi assessori di Voghera che sparano: è la giustizia leghista del Salvini primo firmatario del Ddl-leghista anti-rave, clava d’acciaio contro la ministra Lamorgese.

Ma secondo voi, al segretario leghista, davvero importa qualcosa dei rave? Secondo noi non gliene importa nulla: ma deve pur risollevarsi dalla palude nella quale si è cacciato perdendo tutte le elezioni degli ultimi anni, e lo fa come primo firmatario di un Ddl che lo renderà ancora più impopolare, ma lui non lo sa. Perché è così graniticamente convinto di essere sempre nel giusto da non porsi nemmeno il problema.

Uno: i rave nascono come manifestazione anti-sistema, e sai cosa gli importa a chi va a un rave di essere arrestato? Nulla. Anzi, essere arrestati per avere partecipato a un rave è una medaglia al valore, come per qualcuno lasciare i migranti in mezzo al mare. Anche nei paesi dove le leggi contro i rave sono più severe, e non per speculazione elettorale, i rave continuano ad imperversare.

Poi c’è la proposta di legge che, nella bozza, ha come obbiettivo “prevenire i raduni clandestini, tutelando la salute collettiva, l’incolumità pubblica e il decoro urbano”: se pensate che la legge che ha come primo firmatario Salvini sia contro i raduni No Vax e No Green pass vi sbagliate, anche se la formulazione dell’obbiettivo sembra andare proprio in quella direzione. Ma cosa volete, che Salvini colpisca uno dei territori che considera un potenziale serbatoio di voti? No. Lui ha bisogno della propaganda, così libertà per i novaxeur e i grinpasseur, ma tutela della salute pubblica arrestando chi partecipa ai rave, non in quanto partecipante, ma in quanto invasore dei terreni altrui. Insomma è sempre la solita solfa sulla difesa del territorio, maledetti invasori inclusi, alla quale si gira attorno.

Dunque possibilità di arresto immediato, ma non solo: confische obbligatorie degli strumenti musicali, a partire dalle casse acustiche (enormi e di solito montate su camion), risarcimenti per i proprietari che subiscono l’invasione e addirittura la sospensione della patente per chi guida verso i raduni trasportando strumenti e materiale. Non si spiega, perché non si vuole, come l’Italia sospenda la patente a trasportatori che provengono dalla Francia, ma si farà chiarezza, come sul tema dei congiunti. Ché son migliorìe.

Poi il colpo di genio, utilizzo di agenti sotto copertura in una “ottica di prevenzione”, perché “la Lega ritiene necessaria una stretta, anche perché i rave sono particolarmente pericolosi nell’epoca del Covid“.

Guarda, guarda: si sono accorti che c’è il Covid: virulento e contagioso all’interno dei rave, praticamente inesistente nei raduni dei camalli a Trieste, o alle manifestazioni no-vax con saluto romano, blocco del traffico e degli affari dei commercianti, il sabato pomeriggio. Se la politica è schizofrenia diremmo che il Ddl possibilmente approvabile è un capolavoro. E se quel po’ di diritto che conosciamo, pochissimo e male, è evidente, trattandosi di noi, ci suggerisce il giusto, sarà difficilmente applicabile.

Il Ddl che vede Salvini primo firmatario dimentica anche un altra questione irrilevante, apparentemente insignificante: i rave sono (quasi) tutti organizzati dall’estero verso i paesi da invadere in sfregio all’autorità e alle regole.

Questa è la Lega di Salvini contrassegno del territorio e propaganda. E il Ddl sembra l’ennesimo attacco a Luciana Lamorgese, con altri mezzi. L’obbiettivo è tutto politico e legate alle poltrone, altro che prevenzione del contagio da Covid19 e del “decoro urbano”.

 

(12 novembre 2021)

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