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Salvini a #cartabianca magnifica gli Alpini e poi smitraglia da Speranza all’Unione Europea

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di G.G., #Politica

Essendo la pax salviniana una roba seria, si era svegliato gandhiano in linea con certi ristoratori che confondono le bombe carta con i cibi al cartoccio, avendo la sola colpa di esserci cascati, ed aveva aperto l’appuntamento da Bianca Berlinguer con genuflessione al Generale Figliuolo un “generale degli Alpini, vuole che non mi fidi di un Generale degli Alpini”, non è mica un leader di partito. Battutona che potrebbe essergli girata contro: “Fidarmi di Salvini? Non è mica un generale degli Alpini…”.

E dopo l’apertura è stata una smitragliata contro il mondo: da Speranza, infilato a forza in ogni attacco, soprattutto quando Salvini smanettava argomenti nei quali Speranza non c’entrava nulla alla pessima battuta sui “padiglioni milionari” per gli ammalati che se si riferiva all’hub voluto a Milano da Bertolaso, diversrsi milioni di euro e venticinque pazienti, dev’essersi dimenticato di chi è il pupillo Bertolaso. In difesa perenne Salvini giocava a fare il capo e dare ordini a Bianca Berlinguer la quale se ne frega e tira avanti, con poca convinzione ormai all’interno di un mestiere che non si capisce nemmeno più perché continui a farlo.

Va detto che la strategia del lasciarlo dire a ruota libera funziona: perché Salvini s’incarta da solo, si smentisce, recupera, s’impappina, inciampa, dice una cosa e il suo contrario nella stessa frase, riesce a dire “se non avessero abolito le zone gialle ci sarebbero ristoranti e bar aperti” e svicola sull’insidiosa domanda sulla Sardegna che per ammissione del suo assessore alla Sanità ieri mattina a Radio 24 leggerissamente lamentava l’avere prolungato certe aperture, senza riuscire a spiegarsi “come mai ci siano tanti contagi”.

Salvini quindi corre di nuovo a dare la colpa a Speranza che avrebbe, secondo lui, la responsabilità dell’ abolizione “delle zone gialle” e poi tutto uno sproloquio su come sarebbe l’Italia se invece dl bianco ci fosse il giallo e invece del giallo non ci fosse l’arancione. Insomma frizzi e lazzi. Sostanza, niente. Come al solito. Parole di condanna forti e chiare sui fatti nelle piazze? Nessuna. Quindi riesce a dire che per lui è fondamentale “che le persone, civilmente, possano esprimere la propria opinione”, ma quando era ministro dell’Interno e chi lo contestava veniva identificato forse non la pensava così, lui che è il vate della comunicazione civile.

Poi il capolavoro finale dove canta il MagnificatPutin osannando il vaccino Sputnik e la San Marino dove “sono tutti vaccinati” e “in Italia no” (San Marino ha 33.860 abitanti, – dati forniti da Google, al 31 dicembre 2019 – e l’Italia 60 milioni, ma per Salvini è un dettaglio): le ragioni del successo [sic] sanmarineseSan Marino non è nell’UE: ecco perché il virus nella piccola Repubblica non c’è più. Non è soggetto alle forche caudine di Bruxelles – perché tocca preparare il terreno alla forza di estrema destra con polacchi, ungheresi, le Pen e, forse, Meloni.

Bianca Berlinguer a #cartabianca serve ancora il qualunquismo salviniano senza contraddittorio, ad uso di chi poi va in piazza, perché le piazze van tenute vive, soprattutto quando Forza Nuova e Casapound devono infiltrarsi, per fargli dire non quello che è reale, ma ciò che gli fa comodo. Poi arriva Veltroni e ci pensa lui a dirle chiare a Salvini, quasi fosse il conduttore.

 

(14 aprile 201)

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