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“Per Brookbrothers serve un piano diverso e rispetto delle persone”: così Lorenza Morello

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di Lorenza Morello, #lorenzamorellocè

“È con grande amarezza che ho letto l’articolo comparso sul NYT del 2 aprile scorso che parla del fantasma di Brooks Brothers e le conseguenze che l’assegnazione ad ABG sta creando nell’indotto” queste le parole di Lorenza Morello, nota giurista d’impresa italo americana che la scorsa estate fu voluta da Luciano Donatelli, capo cordata del club deal italiano, per l’acquisizione e il rilancio del marchio.

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Brooks Brothers, il tempio della camicia newyorkese, come molti sanno era infatti entrata in Chapter 11 dopo la gestione di Del Vecchio. Dopo la pizza di Pizza Hut, J.C. Penney e J.Crew (il brand amato da Michelle Obama), lo Zeitgeist, lo spirito del tempo e il Covid 19 si sono portati via un altro simbolo molto made in Usa.

“Ad un certo punto non c’era maschio di sinistra italiana che non volesse esibire la Brooks Brothers d’ordinanza, la button down, inventata nel 1896 dall’iconica azienda americana ispirandosi alle divise dei giocatori di polo i quali, per evitare che le punte svolazzassero avevano fissato le estremità con due bottoni” prosegue Morello.

La camicia degli anni ruggenti di Wall Street, un frammento dell’America anni 80, del capitalismo greedy che però, con quei due innocui bottoncini, era riuscito a farsi strada anche tra liberal europei, forse perché la amavano Kennedy e i democratici americani.

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“Amici e fidanzate in partenza per New York ricevevano dettagliate richieste: «Portamene due», e la differenza tra l’intellettuale engagé e il manager stava nella scelta del colore: azzurrina per quelli di sinistra, bianca per i più conservatori”racconta la giurista.

La indossavano Tony Blair e Walter Veltroni, ma anche Gianni Agnelli e già questa passione per il bottoncino, passione che accomunava capitalisti e politici di sinistra, doveva far capire come si fosse pronti per la nascita della Terza Via. “Brooks Brothers ha una storia lunga -ci spiega Morello- nasce americana nel 1818 da un’idea di Henry Sands Brooks, prosegue con i suoi quattro figli, i Brooks Brothers appunto, e finisce italiana perché il suo ultimo proprietario è Claudio Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica”.

Del Vecchio junior amava le camicie Brooks Brothers («è stata la prima cosa che ho comprato quando nel 1982 sono arrivato a New York») e nel 1985 l’azienda nata a Madison Avenue passa definitivamente a Claudio Del Vecchio. Sono stati, gli anni 80, l’epoca di massimo splendore per quella camicia. In Italia l’aveva appunto resa popolare Gianni Agnelli, che la portava con la cravatta e le alette sbottonate.

Erano tempi in cui i maschi della borghesia italiana imitavano lo stile dell’Avvocato e dopo l’orologio sul polsino fu il turno della botton down. La leggenda narra che Abramo Lincoln indossasse un cappotto dei fratelli la sera in cui venne assassinato e certo vestiva Brooks Brothers il presidente Kennedy.

“Un marchio associato, insomma, ai maschi Alfa più progressisti e forse anche per questo marchio immediatamente amato dalla nuova generazione di politici e intellettuali europei cresciuta col mito dell’America e che oggi -conclude Morello –  potrebbe essere rilanciato ma per farlo serve un piano industriale e marketing calato sui territori, con visioni prospettiche consapevoli di quanto la Pandemia abbia cambiato i consumi e le abitudini di ciascuno, come quello che aveva impostato Donatelli (il cui nome non ha certo bisogno di presentazioni nel mondo della moda) e senza mai perdere di vista il rispetto di tutte le persone le cui vite ruotano attorno ad un pezzo di storia americana che ha travalicato confini di tempo e di luogo”.

Speriamo sia una storia a lieto fine.

 

(3 aprile 2021)

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