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Cosa è cambiato, realmente, da quel tragico annuncio di Salvini dal Papeete, poco più di un anno fa? #Iolapensocosì di Marco Biondi

di Marco Biondi #Iolapensocosì twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Sembra passata un’eternità, ma sono solo una manciata di mesi.

Salvini che dichiara di voler andare ad elezioni per avere “pieni poteri” e, dopo lo sbigottimento generale, con tutti i politici in ansia da prestazione, pronti proni al verdetto elettorale, l’unico politico con visioni di prospettiva che ci è rimasto in Italia, Matteo Renzi, spiazza tutti e propone una alleanza tattica tra centro sinistra e cinquestelle per non buttare a mare la legislatura e salvare il Paese dal reale e concreto pericolo di gettare alle ortiche quasi 70 anni di democrazia.

Come il Paese sta vivendo questo periodo lo stiamo vedendo tutti, e non è un bel vedere. Ma cosa è cambiato realmente da allora?

Parliamone.

Secondo i sondaggi di allora, la Lega di Salvini avrebbe fatto man bassa al voto. Avrebbe avuto, comodamente, la maggioranza assoluta nel Parlamento, spartendosi comodamente i seggi con Fratelli d’Italia. Non sarebbe nemmeno servito il sostegno di Berlusconi. Fine dei giochi.

Sapendo come Salvini si era legato a Putin, non è difficile immaginare una uscita dell’Italia dall’Europa e dall’Euro per legarsi al carro sovietico. Poi nel 2022 in cambio dell’elezione di Berlusconi a Presidente della Repubblica, Salvini avrebbe forse persino avuto i voti in Parlamento per cambiare la Costituzione e regalarci un altro sereno periodo di dittatura fascista. Questo il quadro. È triste osservare che il solo Renzi abbia avuto la lucidità di capirlo e sparigliare le carte per mandare all’aria questo progetto farneticante.

Dopo poco più di un anno, la Lega si è giocata una dozzina di punti percentuali di consenso. Se oggi si andasse al voto, anche in considerazione di una mutata legge elettorale, Salvini se lo potrebbe scordare un ritorno al Governo da padrone, senza dover negoziare con gli alleati. Questo è il primo e più eclatante risultato ottenuto.

Poi, qualcuno, ipotizzava che si sarebbe rivitalizzato il movimento grillino, sulla strada dell’estinzione. Non si è verificato nulla di ciò. Se vediamo le recenti performance alle amministrative, scopriamo che il movimento è sostanzialmente sparito dalla scena dimezzando ulteriormente i suoi consensi, ed è destinato ad un ruolo di comprimario, senza alcuna possibilità di influenzare efficacemente le scelte politiche che seguiranno le prossime elezioni politiche.

In questo momento non c’è nessun rischio reale di abbandonare il consesso europeo che, anzi, si è finalmente dimostrato un fenomenale supporto per momenti come questi di vera emergenza. Figuriamoci se invece dell’Europa, avessimo dovuto aspettare il sostegno di Putin!

Con questo scenario, è allucinante che la stragrande maggioranza della popolazione votante non abbia riscoperto le indubbie capacità di Renzi e del suo neonato partitino. Lui continua a sostenere che il tempo è galantuomo. Ma il tempo è resta sempre un concetto indefinito. Speriamo non sia anche infinito. Fino a che non si riuscirà a comunicare correttamente il reale valore della proposta politica di Italia Viva, rischiamo fortemente di restare in balia di un gruppo di politici capaci, al massimo, di una gestione ordinaria, senza lampi e senza capacità di produrre risultati degni di nota.

D’altra parte, se si guarda ai partiti moderati di centro sinistra, pensiamo che lo stesso Calenda o i verdi o la Bonino, non hanno ritenuto utile seguire Renzi in questa avventura governativa, privilegiando questioni di principio, sacrosante, rispetto all’interesse primario del Paese.

Ecco, credo che affermare che lo spessore politico lo si riconosce dalla capacità di dare priorità agli interessi generali piuttosto che curare il proprio orticello e di essere solo attenti a preservare i delicati equilibri interni di partito. Almeno in questo credo che si possa affermare che il ragazzo di Rignano sta dando lezioni a tutti. Sarà per questo che alle conferenze internazionali invitano lui e non Zingaretti o Bersani?

 

(5 ottobre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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