foto: sangiovannirotondo.net
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di G.G. #Puglia twitter@gaiaitaliacom #maiconsalvini
E c’è voluta la barriera formata dai carabinieri che ha tenuto a debita distanza dal palco il drappello dei contestatori, perché chi aizza le folle e poi le offende quando le folle gli si rivoltano contro, va incontro ad un destino di decadenza ed impopolarità.
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Prima di arrivare alla piazza dove è stato duramente contestato, Salvini aveva visitato la tomba di Padre Pio con i più nobili intenti: “Visto che in Toscana quella signora, oltre ad aggredirmi, mi ha maledetto, faccio un salto a San Giovanni Rotondo, perché non si sa mai”. Salvini è un battutista che tira in ballo il voodoo senza nominarlo, perché l’importante è creare confusione. Ma a San Giovanni Rotondo sulla figura di Padre Pio non scherzano. E mal gliene incolse.
E così Matteo Salvini ha scoperto la contestazione anche a San Giovanni Rotondo, dopo i fischi di Matera e quelli di Torre del Greco, e venire sommerso da un’altra selva di grida, fischi e striscioni che hanno accompagnato l’intero intervento del Tribuno leghista. Lui si è preso il rischi di insultare chi lo contestava, tacciandoli di “fischiettanti che cercano fascisti in assenza di fascisti”, gridando che se “l’uomo mangia male poi viene su come quelli là” e concludendo, prima di andarsene, con il suo “Mia figlia che ha 7 anni ha un pensiero più evoluto di voi”. Sulla tomba di Padre Pio cosa c’è andato a fare?
Quanta irresponsabilità nelle parole di Salvini che getta benzina sul fuoco acceso dalla sua stessa intolleranza e dalla sua ricerca continua di divisione sociale. Questo manifesto disprezzo per gli oppositori può veramente far pensare a un Salvini democratico se dovesse raggiungere il potere?
Le parole sconsiderate del leader leghista contestato sono la prova di ciò che sarebbe stata l’Italia se avesse ceduto alla sua richiesta “Datemi pieni poteri” lanciata da un mojito targato Papeete.
(14 settembre 2020)
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