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Matteo Salvini deve giustamente tenere alta la tensione su ciò che non va in Italia, puntando il dito verso ciò che andrebbe meglio all’estero. All’estero, è noto, le cose vanno sempre meglio, innanzitutto perché loro Salvini non ce l’hanno, due perché sull’estero ci si possono inventare cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Come la storiella che “in Sizzera tid anno cinquecentomila franchi semplicemente firmando un foglio”.
Il sottinteso è invece che gli italiani brutti, sporchi e cattivi, cioè la classe politica, quella della quale Salvini ovviamente non fa parte, nega al popolo italiano piccolezze come un accredito di 500mila euro sulla base di un semplice foglio firmato. Fino a qaundo potrete credere ad un politico che racconta panzane simili per ogni dove? – laddove per “ogni dove” si intendono i social network e l’onnipresenza televisiva?
La storia reale non è certamente quella partorita dalla fervida [sic] mente salviniana o suggerita dai suoi geniali [sic] operatori del virtuale, semplicemente perché la Svizzera se facesse una roba così smetterebbe di essere la Svizzera in pochi mesi – come argutamente suggerito dal programma in podcast di Radiogaiaitalia.com Il Commento.
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In realtà le cose non stanno così. In realtà lo stato svizzero, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ha deciso per “un credito garantito al 100% dalla Confederazione fino a 500.000 franchi (cioè fino al 10% della cifra d’affari annuale) a tasso di interesse dello 0% annuo per il primo anno”, misura che è evidentemente un finanziamento e non un regalo, o meglio un credito ed è riservato agli imprenditori.
Insomma invece di inventarsi bufale da social forse Salvini dovrebbe scusarsi per non mettersi in moto al fine di attivare la restituzione immediata di quei 49 milioni che la Lega deve allo Stato, e quindi agli Italiani, e la cui restituzione ha trattato ottenendola in otannta anni o giù di lì. Questo dovrebbe fare, invece di pubblicare storielle sulla Svizzera facilmente sbugiardabili.
(3 aprile 2020)
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