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Regno Unito, indagati quattro lituani per l’omicidio del giovane italiano Joele
Leggi l'articolo →Aveva costretto quarantatre dei suoi operai, in nero e trattati come schiavi, in uno stanzino di pochi metri quadri, senza luce e senza servizi e li aveva tenuti lì per sei ore fino a quando le forze dell’ordine non si sono insospettite vedendo una porta blindata chiusa e non hanno costretto l’imprenditore-schiavista ad aprirla.
Gli operai-schiavi erano stati fatti entrare e chiusi dentro in fretta e furia quando le forze dell’ordine erano arrivate nell’azienda dove l’imprenditore (fa vergogna chiamarlo imprenditore) li faceva lavorare in condizioni umilianti, in nero ed in situazione di semi-schiavismo. L’uomo è stato arrestato, gli è stata comminata una multa di 600mila euro e sicuramente la storia non finirà lì.
Accade a Melito di Napoli e non è certamente utile a far cambiare i pregiudizi che gravano sulla zona anche a causa di episodi come questo. Le 43 persone liberate vivevano un vero e proprio inferno: una prigione nella quale venivano tenuti segregati. Sono tutti italiani, tutti senza contratto. Tutti schiavizzati. Producevano per le grandi griffe. Una vergogna.
Muore Tarek Aziz, ministro degli esteri di Saddam Hussein
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(16 novembre 2019)
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