Le autorità c’hanno tenuto a specificare che i presunti assassini di Joele Leotta sono “di nazionalità straniera, non sono inglesi”, prima di rendere noto che sono quattro lituani gli indagati del pestaggio omicida che ha tolto la vita al 19enne Joele, arrivato a Londra da una settimana per studiare l’inglese insieme ad un amico, anche lui ferito gravemente nel pestaggio e ancora sotto choc.
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La polizia inglese, riferisce la stampa locale ripresa da quella italiana, scarta il movente “razzista”, ma le dichiarazioni delle autorità sono poche ed improntate alla prudenza. Si sa che nove sono state le persone arrestate, due le rilasciate e che non c’è nessun britannico. Il ché giova all’orgoglio dei sudditi di Sua maestà.
Certo è, e chiamateci pure razzisti, che stranieri che vanno all’estero per uccidere altri stranieri o per delinquere non fanno onore né agli stranieri né alle politiche d’immigrazione dei paesi che li accolgono.
Anche a questo, oltre alla tragica fine del giovane Joele, si dovrà pensare. Un po’ in tutta Europa.
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