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giovedì, Ottobre 21, 2021

Appendino e il monopattino. O dei guai delle fughe verso il futuro della Sindaca “Quella Brava”

di Redazione #Lopinione twitter@torinonewsgaia #Appendino

 

Straordinaria Appendino. Mentre pensa e delira di Hyperloop – che non usa nessuno e che non sarà utilizzabile per chissà quanto tempo ancora – e si dibatte tra mille problemi, qualcuno anche giudiziario, incapace di trovare una soluzione che non sia l’ennesima fuga verso un futuro che vede solo lei e che non serve né a Torino né ai torinesi, ecco che a sistemare le superficiali libertà della Sindaca Quella Brava ci pensa il codice della strada.

Ad esempio i non inquinanti monopattini sfrecciano a più di sei chilometri all’ora e sono quindi paragonabili, dal punto di vista del Comandante della Polizia Municipale, ai motorini. Non possono quindi circolare per le strade normali, ma soltanto nelle aree speciali a loro dedicati e nel caso di trasgressione, cioè di circolazione del monopattino elettrico sulle strade di Torino la multa può arrivare fino a 1.079 euro. In realtà saranno diverse multe accumulate per differenti sanzioni. Fino alla confisca del mezzo. Perché liberalizzare è meglio che normare, prima della liberalizzazione.

“Colpevoli” gli articoli 97 e 193 delle norme che regolano la ” convivenza” di persone e cose sull’asfalto per capire che il monopattino elettrico ha l’obbligo di avere il certificato di circolazione, la targa e l’assicurazione per la responsabilità civile e se non ce le hai, alla faccia delle delibera della Giunta delle Meraviglie a 5 Stelle di Appendino, puoi avere problemi. In più sarebbe obbligatorio anche il casco.

La delibera che autorizza la sperimentazione a Torino dei monopattini è frutto naturalmente della sinergia favolosa tra la Sindaca Appendino è un altro geniale esponente del fatato mondo pentastellato : il – per fortuna – ex ministro Toninelli ed è la causa che sta alla base del bando che chiede ai noleggiatori di free floating di aprire il servizio in città in via sperimentale.

Peccato che le leggi della strada dicano altro. Ma questo ai profeti delle fughe in avanti in nome del non si sa perché importa poco.

 

 

(25 ottobre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 




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