di Redazione #Politica twitter@gaiaitaliacom #pentaleghismo
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
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Una conferenza stampa dai soliti toni immaginifici farcita e stracolma di fase 1, fase 2 e fase 3 come un bignè di crema rancida; un profluvio di abbiamo fatto, faremo, faremmo e faciteve e vuostr con stoccata da paparino ai figliocci delinquentelli pre-puberali che non fanno i bravi – colpa delle elezioni che li hanno tenuti in tensione – poi l’avvertimento: “Non sono disposto a vivacchiare”. Un momento esilarante…
Vivacchiare. Come se ora stesse vivendo. Che il primo ministro nato morto (politicamente parlando) che politicamente parlando deve chiedere il permesso anche per andare al cesso si mette a fare la voce grossa e dire bye bye sbatto la porta così non si può andare avanti e non sono disposto a vivacchiare si spiega soltanto con l’ennesima impostura di una governo incapace persino di fare i conti e con una strategia di caduta del governo che venga imputata al solo presidente del Consiglio invisibile salvando Salvini e Di Maio.
Quindi è stato tutto un domani faremo, e lo sblocca qui, e lo sblocca là, e lo sblocca cantieri, e lo sblocca fessi. E tanto per chiarire quanto Lega e M5S tengano in conto ciò che ha detto il buon Conte l’intesa sulla sblocca cantieri è già saltata e domani, (4 giugno per chi legge), non se ne parla nemmeno sotto tortura. E ad ulteriore riconferma di quanto i tre dell’ave maria e dei baci al rosario siano in sintonia Di Maio parla di vertice di Governo, Conte di rispettare le regole UE e Salvini di voto sui vincoli UE. Una brodaglia immonda di pecoronismo, inutilità istituzionale e bagarre neuronal-politica. Però una conferenza stampa esilarante. Che è sempre meglio di niente. E siamo d’accordo che per ridere amaramente è sempre meglio Buster Keaton.
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(3 giugno 2019)
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