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Il PSOE vince le elezioni in Spagna doppiando tutti gli altri partiti. In Catalogna crolla Puigdemont

di E.T. #Politica twitter@gaiaitaliacom #28A

 

Il PSOE di Pedro Sánchez ha vinto le elezioni del 28A in Spagna e ha conseguito 123 seggi in parlamento, con il PP del sempre più radicale Pablo Casado che ha immediatamente scartato la possibilità di un’alleanza con il leader socialista. In Catalogna il partito di Puigdemont crolla a 7 seggi: vince ERC con 15 seggi e i socialisti sono secondi con 12: segnale importantissimo per la stabilità politico-economica della Spagna.

Pedro Sánchez, nonostante ciò che gli organi d’informazione italiani dicono, evidentemente non conoscono il funzionamento delle istituzioni spagnole, è politicamente molto forte con il suo 28,7% perché ha vinto al Senato, cosa che gli consentirebbe anche di governare da solo con un governo di minoranza, se solo lo volesse. C’è poi la possibilità di un’astensione di ERC che consegnerebbe quasi automaticamente la carica di Primo Ministro a Pedro Sánchez che ha portato il PSOE alla vittoria undici anni dopo la sconfitta ad opera del PP di Mariano Rajoy, a sua volta sconfitto da Sánchez con la mozione di censura di qualche mese fa (n.b. Rajoy dopo quella sconfitta ha lasciato la vita politica, lo diciamo agli sconfitti che abbiano voglia di fare la stessa cosa e di imparare qualcosa)…

Sánchez ha fatto un lavoro straordinario. In pochissimo tempo ha consentito al PSOE, grazie anche alla vitalità dei neofascisti di Vox che entrano per la prima volta in parlamento con 24 seggi e il 12% circa dei voti, e la radicalizzazione a destra dei cattolici neri del PP, di guadagnare un milione di voti nell’immediato post-Andalusia (dove il PSOE è nuovamente il primo partito). Il popolo del PSOE, che la segreteria del partito ascolta sempre con attenzione – è questa la differenza fondamentale con la sinistra italiana, ha chiesto a gran voce che non ci sia un’alleanza con il PP così che, in vista di un eventuale governo di coalizione, Sánchez guarderà con ogni probailità a Podemos, ERC e Indipendentisti baschi.

La Spagna resiste quindi alle pulsioni neofasciste, anche perché coloro che hanno vissuto sotto la dittatura di Franco sono ancora vivi, vegeti ed abbastanza giovani da ricordarselo e ricordarlo, ed è insieme al Portogallo, uno dei due paesi europei dove i socialisti governano. Uno dei pochi paesi europei, insieme al Portogallo, dove l’economia viaggia col vento in poppa.

Non diciamo che esista causa-effetto tra una cosa e l’altra, ma conosciamo abbastanza bene la Spagna per sapere che, invece, una relazione tra una cosa e l’altra c’è. Ed anche molto stretta.

In Catalogna crolla il partito di Carles Puigdemont che si ferma a 7 seggi.

 





 

(29 aprile 2019)

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