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Quando l’unico problema dell’associazionismo ellegibittì è il “coming out”…

di Paolo M. Minciotti #LGBTI twitter@gaiaitaliacom #comingout

 

 

Prendiamo spunto da un intelligente articolo del 22 febbraio scorso pubblicato dagli amici di Gaynet.it e firmato da Eric Gentili che è persona che conosciamo e stimiamo, per aprire una piccola parentesi – insignificante – sulla capacità di analisi dei momenti sociali che le reginette del movimento ellegibittì sono in grado di mettere in campo.

Prendiamo spunto da un articolo che l’esponente Radicale Marco Maria Freddi ha pubblicato sulle pagine del nostro quotidiano locale Parma Notizie sul Congresso Mondiale delle Famiglie di fine marzo a Verona. Nell’articolo si leggono alcune delle dichiarazioni che gli esponenti del network dell’omofobia e dell’odio contro le donne che ripubblichiamo di seguito:

Sostengo la mozione che prevede la pena di morte per il reato di omosessualità aggravata e chiedo ai miei colleghi di fare lo stesso con forza (Lucy Akello, parlamentare ugandese). Le donne che abortiscono sono assassine che non possono trovare alcune felicità. Queste cannibali hanno bisogno di essere cancellate dalla faccia della terra (Dimitrij Smirnov, Presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità della Chiesa ortodossa russa). L’omosessualità è degradante per la natura umana. Essere gay distrugge il senso stesso dell’essere umani (Brian Brown, Presidente dell’organizzazione internazionale per la famiglia). Il preservativo è una trappola, esportata in Africa per soffocare la vita (Theresa Okafor, Presidente Foundation for African cultural Heritage). L’unico modo di far fronte al declino demografico è fare in modo che le donne ungheresi abbiano più figli, e non accogliere i migranti (Katalin Novak, Segretario di Stato e ministro per la Famiglia ungherese).

Con questi chiari di luna l’unica cosa della quale certa comunità ellegibittì si preoccupa, l’unica cosa con la quale sembra volersi confrontare, è il fatto che Mahmood abbia detto che il coming out è un passo indietro, cosa che l’editore di questo quotidiano afferma dal 1980, ma lui non è Mahmood e non è una reginetta del movimento ellegibittì.

Insomma mentre Lega e M5S al governo stanno cercando di devastare il castello di pochi diritti individuali che si sono costruiti le reginette del movimento ellegibittì rimangono ferme al coming out e si raccontano di fare politica e di contare qualcosa, con tutti i loro comunicati stampa dove trasudano egopatia ad ogni virgola (quando ricordano di metterle).

 

 

 




 

 

(18 marzo 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 


 

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