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L’insolito innaturale silenzio del ministro dell’Interno sui 200mila di Milano contro il razzismo

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di G.G. #Lopinione twitter@milanonewsgaia #NoRazzismo

 

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Duecentomila persone in piazza a Milano per L’Italia che Resiste seguite da un milione e settecentomila che votano alle primarie del PD hanno zittito Salvini che da tempo, troppo tempo, cinguettava e postava incongruenze volgari, incolte e di facile assumibilità – come certe pasticche – ad ogni battito d’ali. Sullle duecentomila persone che a Milano, che è la sua città, hanno detto “No” alle sue politiche non ha detto una parola.

Certo è intervenuto il Vate. Proprio quello che ci aveva raccontato, solo qualche giorno prima, che avrebbe lasciato il movimento pentademente da lui fondato, come se fossimo tutti così ingenui da credergli, dicendo che il razzismo non esiste. Perché il Vate è nervoso. Gli si sta rompendo il giochino. I suoi spettacoli sono sempre più deserti. E anche lui, ultrasettantenne, non deve più sentirsi molto bene. Gli consiglieremmo calma. Per il bene delle sue coronarie.

Così dalla destra che ha sdoganato l’odio fine a sé stesso, che non è mai fine a sé stesso perché l’odio che si manifesta contro gli altri è sempre il riflesso di un profondo malcontento verso noi stessi e la nostra incapacità di reagire alle inevitabili tempeste quotidiane, non arriva nessuna parola ufficiale né sulle primarie del PD né sulla manifestazione Italia che Resiste (nella foto del quotidiano La Stampa, la manifestazione di Vercelli) che sabato scorso ha portato in piazza diverse centinaia di migliaia di persone in tutta Italia. Il fine politico, e Salvini non è Di MaioSalvini la politica la conosce bene, sa quando è il momento di tacere. Si accorge quando il vento comincia a cambiare.

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Così oggi Salvini deve avere deciso che non può esporsi su due temi oggi tanto sensibili: l’accoglienza contro la disumanità e il PD contro i movimenti di plastica. Avrà tempo e modi, e temiamo ne avrà fin troppi, per attaccare il neo eletto Zingaretti. Per ora sta zitto. Chi spera lo faccia perché si sente sconfitto si sbaglia.

 

 





(4 marzo 2019)

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