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La Repubblica degli Ignoranti

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@gaiaitaliacom #Pentaleghismo

 

 

Vorrei riallacciarmi al bell’articolo dell’amica Lorenza Morello (che abbraccio anche, e molto forte, e lei sa il perché), per concludere a mia volta un discorso che in varie occasioni ho affrontato da altri punti di vista. L’ignoranza che scardina le basi di questo Paese è il vero cancro che divorerà l’Italia. Se non lo ha già fatto.

Faciloni, creduloni e insopportabilmente umorali, gli Italiani credono ad una sola cosa, alle cazzate che gli suggerisce il loro stomaco schiavo degli umori altrui e direttamente collegato alla pancia dell’intollerante di turno. Più questi gridano, più lo stomaco vibra, più gli Italiani sono convinti.

Il ragionamento non esiste più; l’ascolto non è mai esistito; il punto di vista altrui non vale nemmeno a pena di prenderlo in considerazione, a meno che non sia qualcuno che serve o si pensa possa servire ad uno scopo: che cambia più velocemente del cambio di mutanda. Per questo poi non si combina un accidente.

Gli Italiani parlano di tutto e del contrario di tutto, soprattutto, ed a voce altissima, quando non sanno nulla di ciò che straparlano e proprio per questo devono fingere di sapere. Così abbiamo le persone che protestano contro l’eccessivo uso della lingua inglese, ma non sono in grado di sostituire i barbarismi con i corretti corrispondenti in lingua italiana; ci sono quelli che contestano la punteggiatura degli articoli, ma non sanno spiegare dove andrebbero messi secondo loro punti e virgole; ci sono i critici teatrali che dicono che lo spettacolo è lento, ma non ti sanno dire dove avrebbero accelerato i tempi e in che modo. I critici letterari per i quali la storia non sta in piedi che quando chiedi loro qual’era la storia e perché non sta in piedi aprono la bocca senza emettere suono. Ci sono gli esperti di politica che ripetono a pappagallo ciò che hanno sentito e quando chiedi loro di spiegarti il concetto devono andare in bagno; quelli che riformerebbero la scuola secondo il modello russo, ma non sono mai usciti da Forlì. Coloro che protestano contro le leggi, ma non le hanno mai lette; che criticano i politici, ma non vanno a votare; che fanno battute grevi sulla sessualità altrui, svelando – utilizzano particolari sconosciuti a chi non assume certe posizioni, diciamo – che quella altrui è sempre la nostra; parlano male del vicino perché ha il coraggio di fare ciò che loro vorrebbero, ma non fanno; discutono della banca che è troppo cara, ma non fanno i conti alla fine del mese.

Sono insomma, gli Italiani messi in campo da Berlusconi prima e Di Maio e Salvini poi. Quelli che gridano molto, non sanno un cazzo di quello che dicono, cambiano idea il giorno dopo o dopo cinque minuti, e poi sono gli altri che hanno capito male.

Direte voi: dove andrà a finire un’Italia così? Esattamente dove deve andare. A votare il nulla su una piattaforma che va in tilt mentre straparla di democrazia e vota neofascisti dalla balla sempre pronta, mentre sogna di conquistare il potere grazie alla sua ignoranza perché l’ha sentito in tivù.

 

 





(18 febbraio 2019)

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