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Sull’insostenibile leggerezza del nulla governativo…

di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Pentaleghismo

 

Va detto che sono unici. Di un’unicità della quale si farebbe anche e volentieri a meno. Ma sono comunque unici. L’intervento del presidente del Consiglio italiano al Parlamento Europeo del 12 febbraio scorso, sotto elaborati sofismi da intellettuale di provincia che vuole fare colpo sulla contadinotta incolta dalle grosse zinne, nascondeva il nulla. Perché il nulla è la pasta della quale son fatti.

Il presidente del Consiglio italiano, nel suo elaborato passaggio fatto di termini gentili che a stento nascondevano la rabbia ed il livore che caratterizza l’allegra congrega degli scappati di casa del pentaleghismo, è riuscito a non dire nulla, ed è riuscito persino ad incolpare l’Europa di non avere preso dei provvedimenti contro i quali i due partiti che reggono il suo governo almeno fino a maggio, hanno votato compattamente contro.

E’ poi allegramente passato dal populismo, al rinnovismo, allo sfascismo, al consiglismo, ognuna di queste voci declinate come sottovoci alla voce principale nullismo.

Mentre il presidente del Consiglio invisibile intratteneva gli astanti al cabaret degli scappati di casa, il profeta della facezia eletta a vita quotidiana, il fondatore panciuto del movimento pentastellato della cattiveria eletta a clava e della panzana eletta a quotidiano, se la prendeva con l’Abruzzo e gli abruzzesi che non hanno votato per il suo movimento di incapaci alle regionali del 10 febbraio. Lo faceva, come scrive l’agenzia AGI, con la consueta classe e con la consueta gentilezza mentre arringa le folle dai suoi spettacoli teatrali – nel frattempo i professionisti del teatro non hanno spazio per replicare i loro spettacoli che fanno cultura e non aizzano i cani.

Io accetto tutto, accetto che il popolo abruzzese abbia deciso e ha fatto benissimo. Chiedo solo una cosa ufficialmente, che ci diano indietro i 700 milioni di euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, quattro ambulanze e gli spazzaneve a turbina” (…) “Hanno fatto la loro scelta e dovrebbero dire che le cose che gli abbiamo dato noi ‘ve le ridiamo indietro’, è giusto o no?”

 

Così si è espresso il Vate della Diarchia poche ore prima del discorsetto contiano a Strasburgo – toni ben differenti dai quali si evince che tutta la politica del movimento che sta a destra della Lega, e si spaccia per democratico, non fa niente per niente, ma tutto il suo agire è mirato ad un assistenzialismo propagandistico che gli consegni definitivamente e per sempre le chiavi del potere. Lo fa aizzando le folle affinché queste destabilizzino lo Stato e gli consegnino le chiavi del potere inconsapevoli, ma se ne stanno accorgendo, che questi non faranno mai nulla di ciò che promettono perché del paese e dei suoi abitanti non gli importa nulla.

Mentre il Vate gridava a Bologna e il Conte straparlava a Strasburgo, il movimento dei Nobili perdeva l’ultimo suo rappresentante a Taranto che mandava gli esponenti di grillology a quel paese e di fatto scompariva il movimento dalla città. Ci sono anche buona notizie.

 





(13 febbraio 2019)

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