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La Bionda e il Truce

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di Giovanna Di Rosa #Endorsement twitter@gaiaitaliacom #Telepolitica

 

Sembra il titolo di un libro giallo, ma è soltanto un italica storia di ordinario squallore travestito da endorsement politico. Insomma uno sposalizio di convenienza di quelli che non ti spieghi, ma che ti spieghi anche benissimo. Di quelli inspiegabili, ma che si spiegano perfettamente.

Lei è una delle tante miracolate del mondo dello spettacolo italiano. Sta dove sta, ma nessuno sa cosa ci faccia, perché stia lì e di quale utilità possa essere la sua generosa presenza se non al disperato tentativo di riempire un inutile palinsesto che la sua bionda presenza non rende certo opimo di contenuti, ma solo di forme abbondanti ed attempate, nonostante i lifting. Lei è una di quelle che spuntano quando non c’è di meglio attorno. E di meglio attorno non ce n’è quasi mai, così che i è costretti a sorbirsela con la sua finta aria da intellettuale tettuta che sembra che stia alla finestra di casa sua in centro a Roma. Ma sta a casa tua. E la paga anche il tuo canone.

Lui è noto come il Truce [cit]. Lo chiamano anche il Capitano, ma Walt Whitman non c’entra niente. E poi cosa volete che gliene freghi di Walt Whitman e appartiene a quella nutrita schiera di uomini di pace che fanno la guerra; rinverdisce, in quel senso, l’italianissimo spirito del fate quel dico, ma non quel che faccio. Feroce coi deboli, non è debole coi forti. I forti semplicemente li ignora, assecondando l’ancor più italico spirito dell’occhio non vede cuore non duole e lascia che faccino i cazzi loro finché non mi rompono li miei. E’ un politico inutile che straparla di carrieristi quando lui non ha fatto altro nella vita che non sia la politica ottenendo ciò che ha ottenuto grazie alla politica. Sta lì perché il vento è favorevole e perché un esercito di stupidi pensa che sia il meglio. Insomma è un carrierista. E come tutti i carrieristi morirà presto. Politicamente parlando.

Gente come la Bionda e il Truce hanno bisogno di consensi e appoggi e normalmente se li offrono l’un l’altro in un investimento futuro che nasce sull’onda dell’oggi siam qui e domani chissà così diamoci una pacca sulla spalla l’un l’altra così che non ci dimentichiamo quando del doman non vi sarà certezza e dovremo ricordarci di chi abbiamo lecchinato, quando i tempi erano di vacche grasse.

Solo così si spiega, e non certo con un’ideologia che non c’è, il delirio razzista che, a guisa di endorsement, la Bionda ha lanciato al Truce nei giorni scorsi scatenando l’ira di coloro che già la odiavano e oggi la odiano di più senza rendersi conto che è un errore odiarla. Lei non merita l’odio così come non ha meritato il successo. Lei vive nel delirio di essere qualcuno perché sta dove sta. Ma non è nulla più che un ectoplasma che ripete nenie già masticate e di nessun contenuto così come il Truce recita messaggi d’odio già masticati e di nessun contenuto.

Per entrambi, bisognosi di apparire perché appaio ergo sono, la rovina è dietro l’angolo. Non c’è nemmeno bisogno di Perry Mason per chiudere il giallo.

 




 

(28 gennaio 2019)

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