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Il tribunale Europeo dei Diritti Umani condanna il regime di Putin per gli arresti ingiustificati dell’oppositore Aleksei Navalny

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por D.S. #Russia twitter@gaiaitaliacom #Europa

 

 

Con una risoluzione che si attendeva il Tribunale europeo di Diritti Umani di Strasburgo ha condannato ka Russia, il suo regime antidemocratico, al pagtamento di 63mila euro al blogger oppositore Aleksei Navalny più volte arrestato per essersi pubblciamente opposto al regime di Vladimir Putin senza autorizzazione delle autorità e riuscendo a convocare decine di migliaia di persone in differenti città della Russia, unte per protestare contro la “corruzione al potere”.

I raduni organizzati da Aleksei Navalny si sono spesso conclusi con cariche della polizia, decine di arresti e l’arresto dello stesso blogger-oppositore consentendo così al Tribunale di Strasburgo di parlare con cognizione di causa, nella sentenza di condanna, di arresti che hanno un “movente politico” e che tendeono ad “asfissiare il pluralismo politico in Russia”.

Con i sette arresti subit dal 2012 al 2014 Navalny si è convertito in un vero e proprio perseguitato politico per le sue attività pacifiche di opposizione allo Zar che governa il Cremlino con il pugno di ferro confermando che le continue denunce da parte della ONG internazionali – molte di loro messe fuorilegge dalla Duma – che parlano della “peggior crisi dei Diritti Umani in Russia dai tempi dell’URSS” sono perfettamente aderenti alla realtà:




(15 novembre 2018)

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