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Nuovo attacco omofobo a Verona con svastica sui muri di casa e benzina lanciata in faccia, ma per la Lega: “Verona non è violenta”

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di Paolo M. Minciotti #omofobia twitter@gaiaitaliacomlo #neonazisti

 

 

Non ci si aspetta, e non ci si può aspettare, che appoggino due uomini che vivono insieme, che sono una coppia, che si amano e non ne fanno mistero, ma certamente ci si può aspettare che stiano zitti: invece no. La Lega, attraverso le sue truppe oscurantiste, ripete il suo verbo medievale all’inverosimile negando persino l’evidenza. Così dopo l’attacco omofobo a Verona, la seconda volta in pochi giorni e sempre alla stessa coppia, la favolosa consigliera leghista accusa il PD di “strumentalizzazioni” chiarendo una volta di più quale è l’idea leghista di società.

I fatti sono noti e sono in parte riassunti dalla foto pubblicata da Il Fatto Quotidiano che riprendiamo in alto, ma vale la pena di raccontarla fin dove si può: Andrea e Angelo, che vivono insieme in quella casa che i buoni neonazisti hanno pensato bene di decorare con le loro svastiche del cazzo, avevano già denunciato nello scorso agosto di aver ricevuto calci e spintoni in piazza Bra insieme ad offese omofobe di vario tipo. Poi l’aggressione nella loro villetta appena fuori Verona con lancio di benzina in faccia ad uno di loro e l’indegna decorazione di Hitleriana memoria sui muri esterni della loro casa. Raffinate le offese: “Culatoni bruciate” e “Vi metteremo tutti nelle camere a gas“.

Il Fatto Quotidiano racconta così l’episodio.

L’episodio risale alla notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 settembre. Andrea, 23 anni, ha raccontato di aver sentito dei rumori e di aver pensato fossero i gatti che volevano rientrare. A quel punto ha aperto la porta di casa ed è stato ricoperto di benzina, lanciata da “un uomo alto e scuro“. “Non ho capito subito che era benzina: ho sentito la pelle della faccia che mi bruciava, gli occhi e la gola in fiamme“, ha detto. Il marito, Angelo, 53 anni, si è svegliato per le urla e ha chiamato i soccorsi. Sul pianerottolo c’erano tre taniche di combustibile, le gomme della Agila sono state tagliate e sono comparse le scritte e le svastiche.

Lo scorso 6 novembre, poi, la coppia aveva ricevuto nella cassetta della lettere un foglio scritto a computer che regalava loro frasi inneggianti a Hitler, anatemi contro gay e lesbiche, infamie contro i negri, tutto condito da errori di ortografia infantili, perché se avessero un cervello non farebbero ciò che fanno.

Per Gabriele Pizzoni, segretario nazionale di Arcigay è “un’aggressione terribile” e si assiste ad un crescendo “allarmante” dell’odio “omotransfobico” con i “fascisti ormai fuori controllo legittimati” da un linguaggio politico che ne sposa gli argomenti e l’intolleranza.

Se nell’esercizio delle sue funzioni, tra un selfie e l’altro, il sig. ministro dell’Interno volesse spendere due parole per calmare gli animali feroci che scorrazzano per l’Italia sentendosi onnipotenti ed immuni da punizioni, gli saremmo grati.





(14 settembre 2018)

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