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Gabriela Firea, sindaca di Bucarest, all’attacco di Liviu Dragnea

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di Alexandru Rotaru #Romania twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

 

E’ un periodo da profondo rosso per il leader del PSD romeno Liviu Dragnea; già condannato per abuso d’ufficio e frode elettorale, sotto inchiesta per corruzione, si è prima visto il popolo insorgere per le iniziative legistative del suo governo nella depenalizzazione di infrazioni legate alla corruzione e subito il Presidente dello Stato Klaus Iohannis si è unito alla battaglia appellandosi diverse volte alla Corte Costituzionale nei confronti delle leggi e dei decreti proposti dal PSD e facendo forte opposizione al Governo.

Dopo aver vinto la sua guerra personale contro il direttivo dell’anticorruzione romena riuscendo a far cacciare la direttrice Laura Kovesi, ora si ritrova un’altra donna ad attaccarlo. Questa volta però, l’attacco arriva dall’interno del suo partito a arriva da un avversario di tutto rispetto: Gabriela Firea, sindaca di Bucarest e vice-presidente del partito.

La Sindaca ha dichiarato alla TV Nazionale che le dimissioni dell’attuale Leader del partito sarebbe un bene per il partito e per la nazione, aggiungendo che l’appoggio di Dragnea nei suoi confronti è più una spinta, ma verso il fosso della sua carriera politica. Firea sostiene che il capo del partito non si consulti con il resto dei membri, ma che agisca solo o sotto consiglio di strettissime conoscenze al di fuori del Partito Socialdemocratico, puntando il dito anche sulla politica delle promozioni interne al Governo che a detta dell’intervistata favorirebbero solamente coloro che provengono dal distretto del Teleorman. Già un altro sindaco del PSD a Pucioasa si era messo di traverso alle nuove politiche del partito, firmando la petizione dell’USR (partito nell’opposizione) che sostiene l’assenza di condanne penali per coloro che lavorano nelle funzioni pubbliche. Chissà se ora altri membri non rispetteranno la direttiva del PSD che incita i membri a non mettere in cattiva luce il proprio presidente.

La città di Bucarest è stata per diverso tempo fortezza del centro destra, Victor Ciorbea ex sindaco tra il 96 ed il 98 è stato anche Primo Ministro, Traian Basescu dopo esserne stato il sindaco dal 2000 al 2004 è diventato poi Capo di Stato. Ora sembra che l’opposizione al PSD continui, ma sta volta dall’interno.

Liviu Dragnea si appresta ora ad affrontare un momento politico molto caldo, con la presidenza Europea che si avvicina e le elezioni Presidenziali del 2019 alle quali sembra non si candiderà: il consenso nei suoi confronti e del partito sta calando; il Leader del PSD ha già annunciato -ancora! – diversi cambiamenti: dopo aver fatto saltare la testa della Direzione Anticorruzione sembra voglia rivoluzionare anche i Servizi Segreti Romeni con i quali sta avendo contrasti. Più volte poi ha dichiarato di voler passare le proprie iniziative di Legge attraverso i decreti del Governo a causa della forte opposizione in Parlamento. Spera inoltre di poter far cadere dalla poltrona il Presidente Klaus Iohannis, il quale però a sua volta chiede le dimissioni del ministro dell’interno Carmen Dan per le aggressioni della gendarmeria romena ai protestanti pacifici in piazza Vittoria (Bucarest).

Con l’instabilità politica attuale, il Leu Romeno continua a scendere di valore portando così inflazione, gli interventi pubblici e le grandi opere sono rallentate, facendo così temere gli investitori esteri, mentre il popolo aspetta ancora che venga mantenuta la promessa elettorale degli aumenti di stipendi e pensioni a ormai diciotto mesi dalla nascita del governo PSD-ALDE.

 




 

 

(5 settembre 2018)

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