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L’Arte (spazialista) vista da Emilio Campanella da Forte Marghera a Piazza San Marco

di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #Venezia

 

 

In un sabato di fine agosto, dopo le piogge e con una temperatura sopportabile, da Piazzale Roma, ho preso il tram ed ho raggiunto, a Mestre, Forte Marghera, luogo bellissimo e suggestivo che, però, si sconsiglia sotto la pioggia ed il sole troppo forte. In alcuni capannoni ottocenteschi, come tutto il forte militare, sono ospitate in questo momento alcune esposizioni: il Progetto Speciale Forte Marghera, a cura delle firmatarie di Freespace, Sedicesima Mostra Internazionale di Architettura, Yvonne Farrel e Shelley McNamara, che consiste di un’installazione lignea di fronte alla darsena, e che ospita manifestazioni in programma per l’intera stagione, firmata degli architetti Sami Rintala e Dagur Eggertsson. Come il resto della Biennale Architettura, sino al 25 Novembre.

Chiude invece il 28 ottobre la curiosa mostra: Motocicletta, l’architettura della velocità. La perplessità è data solo dal fatto che si tratta di una manifestazione dei Musei Civici Veneziani. Per il resto è presentata ed illuminata benissimo ed espone alcune moto d’epoca per la gioia degli appassionati, ma anche Vespe e motorini che hanno segnato la loro epoca. Ulteriore attrattiva è costituita dalla ghiotta iniziativa che permette, acquistando una simpatica borsa di tela al prezzo simbolico di tre euro(!), di poterla riempire con tre volumi a scelta a disposizione, fra quelli esposti: guide e cataloghi di mostre precedenti dei Musei Veneziani. Una buona idea per mettere in mano al pubblico bei volumi d’arte quasi regalati e liberare magazzini presumibilmente intasati.

Oltre a questo una bellissima sorpresa è costituita dalla sezione di grafica della mostra: Spazialisti a Venezia, che si potrà visitare solo fino al 16 settembre, così come le sedi di Piazza S.Marco e Palazzetto Tito a S.Barnaba.

Le esposizioni di Forte Marghera effettuano tutte la chiusura il lunedì, e sono aperte nel pomeriggio.

L’iniziativa importante della Fondazione Bevilacqua La Masa, ha nella Galleria di Piazza San Marco e nei suoi ampi due piani, una scelta importante di artisti ed una determinante presenza di opere di Lucio Fontana che, già dal manifesto e dalla copertina del catalogo edito in collaborazione con il Comune di Venezia, la Fondazione Forte Marghera e l’Accademia di Belle Arti di Venezia- stampato da Dario De Bastiani Editore- risulta messo in forte evidenza; infatti è scritto con un tratto forte, mentre i nomi degli altri pittori sono più fini, benché ben visibili sul fondo nero. Un bel gioco grafico per ribadire la determinante influenza sul movimento, ma anche per attirare l’occhio del pubblico, giustamente. La pubblicazione è accurata, le riproduzioni, cromaticamente fedeli, il grande formato ne permette una buona fruizione. Molti saggi, apparati ed un’impaginazione quasi da libro d’arte per ragazzi, ma tutt’altro che sgradevole. Il prezzo, equo. Gli altri nomi sono: Deluigi, Tancredi, Morandis, Gaspari, Rampin, Bacci, Licata, Vianello, Gasparini, Guidi, De Toffoli, Finzi. Tutti con le loro forti personalità e la loro pittura di forme e colori esplosi nello spazio, ognuno a modo suo, con la propria potenza, le proprie inconfondibili scelte espressive. Per parte mia amo talmente questo movimento che scriverei pagine su pagine. Mi limito a Bruna Gasparini, moglie di Luciano Gaspari, maestro di un’amica pittrice troppo presto scomparsa: Anna Rossettini. Di Gasparini c’è una sala in cui spicca: Ricerca Spaziale, del 1960. L’altro che amo enormemente è Edmondo Bacci, del gruppo dei più ‘grandi’. infatti era del 1913, ed anche lui ha una sala indimenticabile di cui cito almeno: Avvenimento 356 del 1960. Gino Morandis era del 1915, ed anche di lui ci sono opere stupende. Amo meno il quotatissimo Guidi. Comunque la manifestazione merita un viaggio a Venezia.

Ricordo che la Galleria di Piazza San Marco chiude il martedi e Palazzetto Tito, durante il fine settimana.

 





 

(27 agosto 2018)

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