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Francamente della (pessimamente diretta) sceneggiata dei fischi al funerale se ne poteva fare a meno, tuttavia c’è anche dell’altro

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di E.T. #Genova twitter@gaiaitaliacom #Cosa?!?

 

 

Gridare allo scandalo come siamo abituati a fare da schermi e tastiere ormai, tutti se ne stanno accorgendo, non serve più, perché c’è chi è riuscito – semplicemente mettendosi lì d’impegno – a rendersi conto che dietro una schermo e una tastiera c’è un essere umano, per quanto l’affermazione possa suonare un ossimoro; un essere umano manipolabile.

Le sceneggiate sono semplici da mettere in piedi, la Commedia dell’Arte ancora una volta insegna. Tre sono le indicazioni di base: inizio, punto di passaggio centrale, fine. In tempi di social la comunicazione, più quella contraria di quella a favore, farà il resto del gioco. In realtà si è andati assai più in là di ciò che si pensava: applausi al momento giusto per tutti, per i pro-Casalino e pentaleghisti e per i pro-PD offesi. Tutti contenti, perché tutti hanno potuto dire la loro e fare la loro figuraccia di fronte a 42 morti. Una scena patetica.

E c’è chi ha il coraggio di accusare Casalino di fare il gioco sporco facendo lo stesso gioco dall’altra sponda.

Ho riso con molto gusto – e credo che nessuno possa accusare questo giornale per il quale ultimamente sovente scrivo, di essere pro-pentaleghismo – nel leggere i commenti al selfie di Salvini in chiesa con la fan in fibrillazione: anche Obama si fece selfie ai funerali. Non ricordo nessuno dei santoni di sinistra che si ricordano del rispetto soltanto oggi che a sbagliare (pesantemente, insopportabilmente!) è il leader della neodestra cialtrofascista sovranista, riprendere Obama per la sua mancanza di rispetto. Vero è che non era il nostro ministro dell’Interno. Vero è che abbiamo sempre due pesi e due misure.

Non sono travolto da nessun eccesso di simpatia improvviso o improvvido per Matteo Salvini, trovo il suo agire disgustoso, ma ho frequentato abbastanza la politica per avere visto gente che oggi gli fa le pulci, del PD e di altre sinistre, agire nello stesso modo, ma più subdolamente. E quella parte politica lì , quella del PD e di altre sinistre, è la parte politica che reclama la chiarezza e la verità. E’ quella parte politica che riesce a fare opposizione soltanto quando al governo ci sta un partito che viene definito amico, è quella parte politica secondo la quale – pervesione magnissima – le cose andranno bene soltanto perché sono loro al governo. Fanno ridere anche i morti.

Il punto è che da Berlusconi in poi l’Italia tutta è stata travolta da politici che si sentivano rock star e come tali hanno agito: Berlusconi, Renzi, esattamente come Grillo Di Maio e Salvini vogliono l’applauso e avere il potere e dimostrare di usarlo al meglio (che non è la stessa cosa di usarlo al meglio e basta), porta l’applauso. E voi/noi o noi/voi come più garbi al lettore, siamo stati tutti lì a gridare l’osannah al messia di turno.

Alla fine se ci prendono per il culo dal 1994 a chi dobbiamo dire grazie? Se invece di pretendere dai politici che eleggiamo chiarezza, coerenza, onestà e capacità ci stendiamo ai loro piedi come stuoini pronti ad applaudire tutto ciò che fanno, come pensiamo che questi possano rispettare la volontà popolare sul serio? E mantenere le loro promesse. Non stupitevi quindi che i Colonneli che dirigono i ciarlatani del pentaleghismo abbiano armato i loro orchi: Silvio Berlusconi nel 1994 ha fatto lo stesso con le sue televisioni e i suoi giornali. O avete già dimenticato anche quello?

Il problema dell’indignazione da social in Italia ha superato i livelli di guardia: si ritiene di avere fatto tutto il possibile perché ci si è sfogati sui social e non si prende nemmeno in considerazione la possibilità di muovere una qualsiasi azione reale fatta di persone vere che si prendano la briga di dire “No” facendosi sentire, perché si aspetta che la decisione venga da qualcun altro.

State tranquilli: la decisione qualcun altro la prenderà di certo. Magari anche presto. Ma non è affatto detto che sia quella che voi vi aspettavate. Perché ci si aspetta sempre qualcosa da qualcun altro. E poi ci si incazza perché non è ciò che volevamo. Come se non avessimo nessuna responsabilità.

Del resto pretendere di avere un governo migliore soltanto perché non si è d’accordo con quello in carica è esattamente la stessa cosa di inventarsi che la Terra è piatta perché l’idea che sia rotonda nella nostra testa non ci sta.

Insomma, se i pesci smettessero tutti improvvisamente di abboccare all’amo i pescatore la lenza non la getterebbero più.

 





(19 agosto 2018)

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