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L’Arte vista da Emilio Campanella: Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia

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di Emilio Campanella #Solperunmese twitter@gaiaitaliacom #Arte

 

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Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, per un solo mese, dal 26 giugno 2018, la possibilità di ammirare, fianco a fianco, nella sala XXIII, tre opere di Giorgione. La data scelta non certo a caso, segna il bicentenario dell’apertura al pubblico delle Gallerie stesse. L’ampia celebrazione si ha con la mostra: Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia, che è ancora possibile visitare, sino all’8 luglio prossimo, nelle sale del piano terra. I tre quadri dell’artista di Castelfranco Veneto, sono La vecchia, notissimo studio sull’età avanzata, che già in antico era considerato ritratto della madre del pittore, e che verrà sottoposto, al termine di questa manifestazione, ad un accurato restauro. Accanto, il celeberrimo La Tempesta, sul quale, motivatamente, si sono versati, come si dice, fiumi di inchiostro. Quadro affascinantissimo e misterioso, la cui interpretazione ha stimolato metafore sacre, profane, ambientaliste ante litteram, pauperistiche, magiche od anche “solo” paesaggistiche. Comunque si tratta di un’opera che cattura chiunque, se non altro per la profondità spaziale e la fitta episodica che la anima. Accanto, la nuova acquisizione, anche se solo in comodato per cinque anni Il concerto, di collezione privata.

L’occasione della riunione delle tre opere è specialmente importante siccome tutte, erano parte della collezione del parizio Gabriele Viendramin. Il detto Concerto, la cui attribuzione controversa ed accidentata, si deve ad un saggio di Roberto Longhi del 1946 (Viatico per cinque secoli di pittura veneziana). Messa in discussione da Zampetti (1955) e Robertson, venne ribadita da Carlo Volpe (1963), Giulio Bora (1992), Alessandro Ballarin (1993), Mario Lucco (1994) e Giorgio Fossaluzza nel 2009, anno dell’esposizione di Castelfranco, dove il quadro fu esposto. Il dipinto, ampiamente rimaneggiato, portò a differenti e contrastanti interpretazioni, sopratutto dopo ripuliture ed analisi radiografiche. I tre volti sono molto caratterizzati e scorciati prospetticamente. La figura centrale viene definita come Davide cantore che allevia la malinconia di Saul. Secondo alcuni un autoritratto del pittore, anche raffinato musicista.

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Naturalmente, l’esposizione rientra nel percorso del museo, insieme con la mostra storica citata, con un unico biglietto.

 





 

(30 giugno 2018)

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