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Alessandro Di Battista e la “non uscita” dall’Euro (o di una concezione peculiare della verità)

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di Daniele Santi #coherentiaethonestate twitter@gaiaitaliacom #politica

 

 

Alessandro Di Battista, proprio colui che doveva ritirarsi dalla politica, stare da due mesi in Sud America e invece “parto domani” (cioè oggi, o forse domani, o chissà), colui che è il più accerrimo nemico di Luigi Di Maio, il leader devastato più da Salvini che dal “No” di Mattarella, insieme a Roberto Fico, è riuscito durante l’ennesima ospitata da Lilli Gruber Matrona del Pentaleghismo, a dire di non essere mai stato a favore dell’uscita dall’euro. Lo ha ripetuto diverse volte. E non c’è motivo di non credergli se non fosse che quell’immensa memoria storica che ormai è la rete dicono il contrario. Si evince dalla foto che pubblichiamo in alto a sinistra.

Riporta il giornale di Travaglio parte delle dichiarazioni di Di Battista figlio:

 

Tra noi e Lega ci sono alcune differenze, come la battaglia per l’acqua pubblica e per l’ambiente. La Le Pen non fa parte dei miei modelli culturali. Sono assolutamente concorde con la sospensione delle sanzioni alla Russia, ma questo non fa di me un putiniano, Putin non l’ho mai conosciuto. Era Berlusconi che andava in vacanza insieme a Putin” (…) “Sui diritti economici e sociali in questo Paese ritengo la Lega molto più affidabile del Pd. Paolo Savona? Luigi Di Maio, tre settimane fa, mi ha chiamato venti minuti dopo aver incontrato il professor Savona. E mi ha riferito che gli aveva detto di non voler uscire dall’euro. Sono convinto che alle prossime elezioni il Pd e quel che fu Matteo Renzi (…) cercheranno di spaventare i cittadini italiani sui nostri piani, che sono solo di sostegno all’interesse nazionale. Quelli del Pd non avendo uno straccio di idea, perderanno rovinosamente anche le prossime elezioni. Noi, ripeto, non vogliamo uscire dall’euro…

 

La relazione tra esponenti del M5S e la verità ricorda un po’ quel concetto dell’Islam sciita che riconosce l’utilità della menzogna quando serve a far quadrare i conti, volgarizzo, e che permette ad esempio di sorvolare sulle bugie politiche e diplomatiche senza incorrere nel peccato guadagnandosi il plauso dell’altissimo.

In realtà la “Takiya”, così si chiama, scevra dalle impurità di chi utilizza i concetti religiosi 8così come quelli politici) mondandoli della loro purezza, è un concetto di grande profondità e serviva agli sciiti perseguitati per dissimulare e salvarsi la vita, quando subivano le persecuzioni nei luoghi in cui erano minoranza.

Ora non sappiamo quale tipo di confessione il pentaleghismo segua, se non quella di impossessarsi del potere con tutti i mezzi possibili per far fuori l’odiata casta e sostituirsi ad essa facendo dell’Italia il Venezuela d’Europa, di fatto questo continuo smentirsi per poi ripetersi e smentirsi di nuovo, comincia a diventare stucchevole e forse, vedi i sondaggi, c’è anche chi comincia a stancarsi di balle continue.

 





(29 maggio 2018)

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