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Architettura Immaginata a Palazzo Cini a Venezia

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di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #Venezia

 

 

Palazzo Cini a Venezia ha inaugurato la nuova stagione di apertura al pubblico che durerà sino al 19 novembre. Al secondo piano una mostra di disegni di architettura (aperta sino al 17 settembre): una scelta di centoventisei fogli dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini. All’origine di questa esposizione la storia di un salvataggio compiuto da Vittorio Cini, quando nel 1962, acquistò integralmente la vastissima collezione del musicista Antonio Certani (1879-1952) costituita da oltre cinquemila disegni bolognesi ed emiliani, salvandola dallo smembramento e destinandola all’Istituto di Storia dell’Arte.

Si tratta qui, di una scelta dall’importante nucleo di fogli di architettura, quadratura, ornato, dal XVI al XIX secolo, diviso, per la presentazione al pubblico, in sezioni ragionate, più che cronologiche, ma non solo tematiche, siccome gli stilemi presi in esame sono tutti molto vicini come gusto, e testimoniano un’evoluzione graduale nei modi e negli stili, che si tratti di invenzioni come di progetti di realizzazione, di apparati effimeri o di veri e propri edifici successivamente costruiti; di scenografie ed anche di progetti per decorazione pittorica destinata ad atrii e corti. Atta, questa, a creare illusioni ottiche di fughe di colonne solo dipinte, molto spesso con prospettive angolari di grande effetto, invenzione attribuita a Carlo Bernardo Galli Bibiena: Magnifico atrio colonnato, con la cui gigantografia si apre la mostra. Era un abile modo per attrarre l’occhio dei passanti che transitavano davanti ad un portone artatamente tenuto aperto, per destare la loro meraviglia con quelle che non si distaccavano molto dalle scene dipinte dei teatri che frequentavano. Le une e le altre erano di grande effetto, con il vantaggio di non avere i costi delle costruzioni reali.

E’ da notate che si tratta della prima manifestazione, quest’anno , in laguna, sul tema. Non a caso, siccome fra qualche settimana si aprirà la Biennale Architettura 2018. Un elegante primato, offrendo al pubblico il piacere raffinato di magnifici disegni quasi mai esposti ed accuratamente contestualizzati dagli studiosi coordinati da Luca Massimo Barbero, i quali, insieme con lui hanno composto un percorso disseminato di preziose soste davanti a rare e raffinatisime opere su carta. Nomi importantissimi firmano questi disegni: Angelo Michele Colonna, Francesco Galli Bibiena, Stefano Orlandi, Angelo Carboni, Giuseppe Jarmorini, Serafino Barozzi, Mauro Tesi, David Zanotti, Flaminio Minozzi, Rodolfo Fantuzzi, Gaetano Caponeri, Antonio Basoli, Vittorio Maria Bigari, Giovanni Calegari, Ferdinando Galli Bibiena, Giuseppe Galli Bibiena, Giovanni Galli Bibiena, Gaetano Alemani, Carlo Bernardo Galli Bibiena, Francesco Orlandi, Francesco Cocchi, Giuseppe Badiali, Giacomo Rossi, Angelo Venturoli, Pelagio Pelagi.

Cinque tavole acquerellate di Giacomo Quarenghi, scelte dalla raccolta Pozzi Fissore della Fondazione Cini, sono state scelte in occasione delle celebrazioni a lui dedicate. Notevole la sala dedicata al repertorio di vasi, brocche, bricchi, urne, erme, cippi lattiere, teiere, caffettiere, divertentissimi, pazzi, inquietanti e fantasiosissimi, mescolati, fusi, trasformati, metamorficamente creati e reinventati da Giacomo Rossi; tutti soggetti poi utilizzati, spesso in decorazioni ed ambientazioni. Naturalmente non è presente Piranesi, ma è proprio dietro l’angolo, data l’ evidente influenza.

 





 

(3 maggio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

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