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Si chiama proporzionale e, sembra un’ovvietà, non è il maggioritario…

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di Giovanna Di Rosa #politica twitter@gaiaitaliacom #proporzionale

 

 

Sembra che i signori che gli Italiani hanno eletto in parlamento seguendo le pulsioni del loro intestino, o pancia che dir si voglia, invece di cercare di capire con chi avevano a che fare, non avessero sufficientemente chiaro quale fosse la legge elettorale che li stava eleggendo. Non ci sarebbe niente di male, se non si trattasse degli eletti dal popolo che poi il governo lo devono reggere e infatti non riescono nemmeno a farlo.

Ascoltavamo stamattina uno dei tanti improvvidi ed improvvisati rappresentati del M5S eletti il 4 marzo scorso spiegare, convinto anche di essere in possesso di argomenti convincenti, che Luigi Di Maio era stato scelto come primo ministro da 11 milioni circa di elettori. Non credo che l’On. Ometto mentisse, temo – ed è assai più di un timore – che l’On. Ometto fosse convinto di dire una cosa sensata anche dal punto di vista istituzionale. Se l’On. Ometto avesse una pur minima conoscenza della Costituzione Italiana saprebbe che in Italia non si elegge il primo ministro direttamente, ma che il presidente del Consiglio viene scelto dal Capo dello Stato dopo consultazioni e solo per, diciamo, cortesia istituzionale, grazie al sistema misto maggioritario/proporzionale nelle ultime elezioni, fino a quella di quest’anno, l’ambita poltrona è stata appannaggio del leader della coalizione vincitrice. E’ proprio così semplice.

L’On. Ometto non lo sa e va in tivù a dire porcate. Perché chiunque, grazie alle riforme della Mediaset di Berlusconi, può andare in tivù a dire porcate. In nome dell’audience.

Il sistema proporzionale, che in questo caso non ha prodotto vincitori come tutti sapevano quando l’hanno votato e quando non l’hanno votato, impone coalizioni. Impone cioè di mettersi d’accordo e lasciare andare i personalismi perché o trovi gli accordi sui programmi e li trovi prima  della formazione del governo o non rompi i coglioni e ti voti una riforma elettorale alla francese, con doppio turno e maggioritario secco e siamo a posto, chi vince vince e i cocci sono suoi.

Ma l’italiano no. L’On. Ometto non solo non sa cosa dice, ma nemmeno cosa fa. nel caso dell’On. Ometto rappresentante della setta del Sacro Blog dire che Di Maio, che ritengo legittimamente voglia aspirare alla presidenza del Consiglio, ha ricevuto il voto di undici milioni di Italiani è una forzatura dettata da ignoranza: gli unici voti che Di Maio ha ricevuti direttamente li ha ricevuti sulla scalcagnata piattaforma adibita all’uopo e sono stati poco più di duecento, perché questo è il popolo del web dell’On. Ometto che l’On. Ometto ha partorito e nell’On. Ometto spera.

Sfatiamo così un mito che con questo disastro di legge elettorale non è più proponibile nemmeno nel bar di quart’ordine frequentato dagli On. Ometto eletti da incolti i cui voti valgono come gli altri: perché il proporzionale, sembra un’ovvietà, non è il maggioritario: La differenza si vede, proprio come nell’idiota che si sente un genio, proprio dalle piccole cose.

Volessero poi soffermarsi, gli On. Ometto, e già dall’eventuale prossima legge elettorale che sembra ormai imminente, sul fatto che gli Italiani preferiscono in larga parte il sistema maggioritario, invece di continuare a dire che fanno i fatti loro in nome degli Italiani, magari guadagnerebbero in stima. La preparazione temiamo dovranno attenderla per la prossima vita.





 

(26 aprile 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

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