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Riti e Miti, sogni ed incubi, icone e segni. Emilio Campanella ha visto tutto. A Vicenza

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di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #Cultura

 

 

 

Riti e Miti, sogni ed incubi, icone e segni. Tutto questo in due piccole, colte, preziose ed coinvolgenti esposizioni a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. A piano terra: Grisha Bruskin, Icone Sovietiche, che chiuderà presto: il 15 aprile prossimo; al Piano Nobile: La seduzione, Mito e arte nell’antica Grecia che, invece, si potrà visitare sino al 14 febbraio 2019.

Seguiamo il lavoro di Bruskin. Da qualche anno, da quando la Fondazione Querini Stampalia di Venezia propose Alfabet nel 2015; nello stesso anno, evento collaterale della Biennale: An Archaeologist’s Collection, nell’ex Chiesa di Santa Caterina. La presente esposizione, sempre sotto l’egida del Centro Studi sulle Arti della Russia, l’Università di Ca’Foscari e qui, con il patrocinio del Comune di Vicenza. La manifestazione è curata, anche in questo caso, da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri. La mostra si inizia con la presentazione del mondo delle icone russe attraverso un abile e suggestivo audiovisivo con accanto un Menologio di Giugno, dalla Russia Centrale della metà del XIX sec. ed un Menologio di tutto l’anno, tra la fine del XIX e l’inizio del XX sec.: due tempere su tavola entrambe della Collezione Intesa Sanpaolo. Queste sorte di calendari figurati sono alla base dell’ispirazione di Lessico Fondamentale del 1985-1990 in cui l’artista compone su due grandi tele, un repertorio di figure e di ruoli sociali della Russia Sovietica. Un tema ricorrente, che era presente anche nella partecipazione nazionale del padiglione russo della Biennale d’Arte del 2017 per Theatrum Orbis MMXVII.

Qui ritroviamo altre teorie di personaggi tridimensionali, questa volta in magnifiche porcellane della serie: La vita è ovunque del 1998-1999. Una “processione” di 25 soggetti dell’altezza media di 20 centimetri. Sorprendente è: Collezione di un archeologo del 2001-2003, versione ridotta in scala di quella esposta nel 2015 a Venezia. Si capirà come la mostra pur piccola, sia sapientemente esauriente per rendere un’idea piuttosto completa del tipo di ricerca dell’artista, anche grazie a 24 disegni preparatori per Lessico Fondamentale, degli anni ottanta del Novecento. Non mancano materiali fotografici e testimonianze di performances. In appoggio al lavoro del poliedrico pittore, disegnatore, modellatore, scultore, un suggestivo audiovisivo che prende le mosse da un gruppo di personaggi significativi scelti da questo suo lavoro. Il bellissimo, completissimo catalogo è pubblicato da Antiga.

Salite le scale, ricche di belle statue, si arriva al piano nobile dove due sale ospitano il quinto appuntamento de : Il tempo dell’antico, intitolato: La seduzione, Mito e arte dell’antica Grecia. Ancora una volta un percorso costruito attraverso magnifici pezzi fittili della collezione Intesa Sanpaolo integrati da importanti prestiti dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli e dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Anche qui un ampio ed intelligente uso del supporto multimediale sicuramente utilissimo per avvicinare i più giovani a divinità, miti, leggende, storie lontane nel tempo, ma in realtà di grande attualità e vicinissime a noi per molti versi.

Divinità seduttive potentissime che era pericolosissimo inimicarsi; rapporti fra umani e dèi.

Tutto questo raccontato da reperti archeologici di grande bellezza: vasi, coppe, crateri, oggetti da toeletta di notevole eleganza, specchi in bronzo, balsamari, collane di paste vitree, accessori della toeletta femminile.

Un viaggio suggestivo ed affascinante raccontato con sapiente attenzione, anche dal piccolo accuratissimo catalogo, anche in questa occasione, edito da Marsilio.

 




(9 marzo 2018)

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