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Michele Anzaldi, segretario commissione di vigilanza Rai, tristemente contro Fabio Fazio

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di Giovanna Di Rosa #chetempochefa twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

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Quello di scagliarsi contro Fabio Fazio ad ogni piè sospinto è ormai il leit-motiv di molti politici. Sarà che è antipatico? Sarà perché reclama, vive e lavora con un’indipendenza che a molti politici manca? Non sappiamo, di fatto ogni tanto qualcuno – silente nella maggior parte dei casi rispetto ad altre questioni che il silenzio non meriterebbero – si alza in piedi e tuona, come se tuonasse, contro ciò che succede nel programma “Che Tempo Che Fa”. L’ultimo travaso di bile è stato provocato dalla presentazione del simbolo di “Liberi e Uguali” in trasmissione, l’11 dicembre scorso.

L’agenza DIRE pubblica le dichiarazioni dell’oltraggiato Anzaldi, deputato PD segretario della Commissione di Vigilanza Rai – troppo livorose, pare che la cosa l’abbia colpito personalmente, e non sta bene, soprattutto quando si è pubblici – già pubblicate sul suo profilo Facebook: “Gravissima violazione di ogni regola a Che tempo che fa, una faziosità senza precedenti nella prima serata dell’ammiraglia Rai che ha superato ogni limite: uno show di intrattenimento, un varietà che intervista anche uomini politici, è stato trasformato in una trasmissione di propaganda elettorale al servizio del partito di Bersani e D’Alema. Non si era mai visto uno show di intrattenimento trasformato in una tribuna elettorale in cui viene presentato il simbolo di un partito”, Anzaldi afferma poi che dalla diretta si evince che la cosa era stata preparata, come se si trattasse di chissà quale complotto. Le dirette, Anzaldi dovrebbe saperlo, vengono sempre preparate perché il mestiere della televisione è molto complicato. Anzaldi dovrebbe sapere, perché repetita juvant.

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Noi la trasmissione l’abbiamo vista e non ci è sembrato particolarmente scandaloso presentare il simbolo, ci è sembrato assai più scandalosa, ma solo dal punto di vista televisivo perché di televisione e fatti televisivi stiamo parlando e non di politica, la performance di Pietro Grasso, evidentemente non abituato a stare sotto le telecamere ed in difficoltà comunicativa.

Anzaldi invoca multe alla Rai e multe a Fazio, perché c’è sempre un Torquemada vendicativo dentro ognuno di noi, denunciando un nervosismo che cozza contro l’ostentata tranquillità del segretario del suo partito e dal quale dovrebbe guardarsi. Se poi il punto è che nessuno degli altri leader ospiti di Fazio “ha presentato un logo” viene da dire che Berlusconi, Di Maio e Renzi sono essi stessi loghi delle loro forze politiche, sicuramente assai più potenti di quello presentato da Pietro Grasso.

Davvero Anzaldi ci va giù pesante per niente. Non è con le sceneggiate alla commissione di vigilanza Rai e attaccando Fazio come ha fatto la peggiore destra, che si fa la politica. E nemmeno la televisione.





(11 dicembre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

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