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L’Arte vista da Emilio Campanella: un Bassano ritrovato torna a Venezia

di Gaiaitalia.com #Arte twitter@gaiaitaliacom #emiliocampanella

 

 

Torna a Venezia il Professor Andrea Donati, studioso indipendente, come si autodefinisce con sorniona ed intelligente coquetterie colta e tradizionalmente motivata lo storico e presenta la sua ultima scoperta: un’importante tela di Jacopo Bassano. Una mostra aperta sino al 24 febbraio 2018, al Museo Manfrediniano, dallo stesso titolo dell’importante pubblicazione edita da etgraphie di Roma: Jacopo Bassano “Vivezza e grazia di colore” L’Adorazione dei Magi ed i suoi multipli.

Esposta ed illuminata con cura, la tela costituisce un modello da atelier, colà presente ed in possesso del pittore, alla sua morte; base di altre versioni nel catalogo di importanti musei: Vienna, Kunsthistoriches Museum, Birmingham, The Barber Institute of Fine Arts, Bassano del Grappa, Musei Civici, e che ha dalla sua una delicatezza di tinte, che la contraddistingue dalle altre. Differente quella della Galleria Borghese di Roma, per la disposizione speculare di tutta la scena. Se il copione è noto e la vicenda è avventurosa, anche se un poco meno di quella della Deposizione di Cristo di Tiziano presentata dal marzo al luglio dello scorso anno, non manca di colpi di scena appassionanti, scomparse, ritrovamenti, riconoscimenti, avventure d’asta e tutti gli ingredienti emozionanti che la storia dell’arte può riservare. La bella pubblicazione, al solito accuratissima e cromaticamente fedelissima presenta i raffronti fra le tele, i temi confrontati con altri soggetti, i particolari presenti nelle varie versioni, con le loro variazioni. Nel saggio del professor Donati, anche l’importante argomento delle attribuzioni e della confusione fra Jacopo da Ponte ed El Greco, contemporaneamente a Venezia nei pochi anni di soggiorno del pittore cretese.

Alcune motivazioni delle apparenti confusioni del mercato, dovute anche a ragioni di “mode” e di opportunità di nomi maggiormente commerciabili, in confronto ad altri. Tutta un’avventura critica di cento anni fa. Ma anche questo subisce dei rivolgimenti e le fortune critiche cambiano anche grazie agli studi, le scoperte, le intuizioni che aiutano a comporre, completare, ma anche trasformare i cataloghi dei pittori antichi. Il dipinto che vediamo è della collezione di Julien Marinetti, artista e collezionista. Dopo molte peregrinazioni , da New York, ora è a Parigi dove è stato “riconosciuto”, fatto restaurare con ogni cura ed ora è tornato in laguna. Molto interessante la cornice antica, presumibilmente tardo cinquecentesca, occasione rarissima di poter vedere come si abbinasse alla tela, nel gusto del tempo.

Sono molti gli spunti di riflessione e di colta curiosità anche nell’agile, e come sempre, avvincente testo di Andrea Donati. Il grande quadro è esposto accanto a sculture coeve e busti del Doge Venier, nella cui stima era Jacopo Bassano, oltre una scelta di tele dell’epoca, di altri autori. Gli si affiancano tre opere accuratamente restaurate, facenti parte del museo.

In appendice del volume, un testo di Silvia Marchiori, co-curatrice della mostra ed anima del museo, li analizza. Si tratta di Dipinti “Bassaneschi” della Pinacoteca Manfrediniana. Due soggetti di bottega: un’Adorazione dei Magi ( fine sec. XVI, inizio sec. XVII) ed un Annuncio ai Pastori ( fine sec. XVI), mentre il terzo: attribuito, grazie al restauro che ne ha evidenziato la firma, a Leonardo Corona è fra il 1560 ed il 1570 ed è, anche questa, un’Adorazione dei Magi, di magnifico impianto spaziale e notevole distribuzione delle figure.

Per tante mostre che chiudono in questo periodo, una e di quale valore, che apre. Merita la visita, merita il viaggio, anche per il Tiziano succitato, tornato alla Pinacoteca ed esposto con tutti gli onori, e naturalmente, per la preziosa, stessa Pinacoteca, dalla cui visita si accede alla sacrestia della Basilica della Salute, scrigno di tesori tizianeschi e non solo.




(6 dicembre 2017)

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