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#Visioni di Mila Mercadante: Harvey Weinstein e la rivolta di Hollywood

di Mila Mercadante, twitter@mila56170236

 

 

Non capisco il perché della sollevazione improvvisa di numerose attrici di fama internazionale nonché di tutto il bel mondo del cinema statunitense contro il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali e immediatamente licenziato dalla casa produttrice di cui è stato fondatore e imperatore indiscusso. Le sue donazioni ai deputati democratici sono state sdegnosamente rispedite al mittente. Non ho alcuna intenzione di difendere un uomo indifendibile, il fatto è che non ho neanche intenzione di solidarizzare con il coro degli indignati perché mi pare un coro di ipocriti, una processione di pentiti e pentite verso una chiesa in rovina da tempo immemore. Come se nessuno sapesse che la magica formuletta “Piccola, farò di te una stella” funziona sempre nel mondo dello spettacolo, come se Weinstein fosse un caso isolato. Gli uomini di molto potere e di pochissimi scrupoli dalla notte dei tempi invitano chi si trova in condizioni di subalternità in un territorio neutro in cui l’etica non esiste e lascia il posto al libero arbitrio. Vuoi essere la mia favorita, per un po’? Il tempo di lanciarti sul mercato. Non ti salto addosso, sappi però che se mi dici di no sei fuori dai giochi. Non è giusto, non è lecito, è inaccettabile, così come non è normale che donne indipendenti ed emancipate si rammentino di aver subìto un trauma dopo vent’anni e oltre. Non sono state violentate, sono state ricattate e seppur giovanissime avrebbero potuto negarsi. Il termine “coscienza” è il modo in cui le esperienze, i sentimenti e gli atti della volontà sono dati e conosciuti a ogni individuo, la coscienza è l’indicatore della percezione che ognuno ha di sé, del suo corpo, degli scopi delle azioni che compie. In alcuni casi – e non nella generalità dei casi – il silenzio-assenso delle donne di fronte a una molestia ricattatoria è più che comprensibile: laddove vi sia uno stato di alterazione della coscienza, laddove la vittima sia una minorenne, laddove viga il predominio esercitato con la violenza, laddove la paura – quella vera – impedisca alla vittima di reagire e poi di denunciare, laddove una condizione di miseria economica e di solitudine costringa una donna a subire. Tutte queste situazioni per me non sono paragonabili al silenzio di una seppur giovanissima aspirante attrice che accetta di far sesso con il potente produttore cinematografico pur di conquistare la fama. Possibile che nell’ambiente e anche fuori dal contesto non corresse la voce che il signor Weinstein fosse abituato a chiedere prestazioni sessuali in cambio della notorietà? Possibile che nessuna delle dive accusatrici abbia avuto il coraggio di ribellarsi subito? Eppure almeno due di esse avevano alle spalle padri già molto conosciuti e stimati, uno attore, l’altro regista. L’avvocato difensore di Weinstein – una donna, per di più femminista – per sminuire la portata delle accuse ha fatto leva sull’atteggiamento di alcune delle attrici coinvolte nello scandalo mostrando fotografie che le ritraggono nel corso degli anni in atteggiamenti affettuosi e amichevoli col produttore. E’ stata criticata aspramente, il perché mi sfugge. Un’azione compiuta con leggerezza per inesperienza o per inconsapevolezza – magari compiuta solo per il timore di apparire provinciale e poco “di mondo” – non può tramutarsi in un trauma solo dopo che le speranze di successo si sono avverate. Condannare e denunciare con decisione gli uomini approfittatori è un dovere, ma una volta che si è franati nella messa in opera, una volta che il ricatto è stato accettato e che i risultati sono arrivati succede che la lamentazione a posteriori finisce col somigliare a una speculazione commerciale. In effetti la rivolta di Hollywood sta vendendo bene, e se ne parla. Potrebbe esserci qualche ragione a monte di questa crociata contro Weinstein il barbaro. Magari il suo insopportabile strapotere in seno alla casa produttrice. Il giusto e sacrosanto richiamo al rispetto per le donne è un metodo infallibile quando si vuol far fuori qualcuno.




(11 ottobre 2017)

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