di Paolo M. Minciotti, twitter@gaiaitaliacomlo
Terrorismo: la Digos arresta a Firenze un 41enne giordano
Nella serata del 31 agosto scorso è stato arrestato a Firenze un cittadino giordano di 41 anni, su... →
Gli Stati Uniti hanno difeso ad oltranza la loro sciagurata decisione di tentare di bloccare la risoluzione ONU che condanna la pena di morte per le persone gay e lesbiche. I funzionari a stelle e strisce hanno difeso la loro scelta di votare “contro” con la motivazione che “in USA la pena di morte è in vigore”, il che la dice lunga sulla civiltà del Paese, salvo poi affrettarsi ad aggiungere che gli Stati Uniti “condannano inequivocabilmente l’applicazione della pena di morte per condotte relative all’omosessualità, la blasfemia, l’adulterio e l’apostasia, condotte che non consideriamo debbano essere criminalizzate”.
L’incidente è avvenuto lo scorso venerdì 6 ottobre durante una riunione del Consiglio ONU per i Diritti Umani a Ginevra quando 47 stati hanno votato a favore della risoluzione che condanna la pena di morte per gay e lesbiche e 12 paesi, tra i quali gli Stati Uniti, hanno votato contro. Tra loro, oltre all’America di Donald Trump, anche Bangladesh, Botswana, Burundi, Cina, Egitto, Etiopia, India, Iraq, Giappone, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Nas di Parma. Sospesa l’attività di un bar nel parmense
Nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela della salute pubblica e alla verifica del rispetto della normativa in materia... →
(10 ottobre 2017)
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