di G.G., #Torino
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A “Quella Brava” piacciono i restyling perché pur di non governare si fa tutto anche intervenire sovieticamente sulle espressioni scritte e sulle locuzioni in nome di una non discriminazione di genere della quale evidentemente si sentiva la mancanza. Immaginatevi se possiamo essere contrari proprio noi che per il nostro “Direttrice responsabile Monica Maggi” ce ne siamo prese di tutti i colori e che da sempre scriviamo “la Sindaca”, “la Presidente”, ma per essere più realista della Regina, Appendino “Quella Brava” arriva come sempre ad esagerare e le sue decisioni – le poche che prende – rasentano il fanatismo, in piena coerenza con il M5S style.
Così che al Comune di Torino non si potrà più scrivere “uomo della strada”, ma si userà “gente comune”, ché “donna della strada”, essendo i grillini poco avvezzi all’uso delle proposizioni, poteva diventare “donna di strada” rendendo tutto un percorso già accidentato di suo un tantino sconveniente. Immaginiamo altri cambiamenti: “cittadini” diventerà “le persone”, spariranno “gli utenti” che lasceranno posto ad un impersonale e perentorio “attendere qui”.
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Appendino ha quindi deciso di trionfare (avendo fallito altrove) nel politicamente corretto, dopo essersi spellata le mani alla sortita No-Tav di Luigino Di Maio, e per delibera già approvata – Appendino fa le cose per bene – impone un nuovo gergo alla pubblica amministrazione.
E’ un altro dei cambiamenti epocali che arrivano nel capoluogo torinese grazie all’illuminata giunta a 5Stelle della Sindaca “Quella Brava”, e a conferma che “la Fuffa” rimane invariabilmente la fuffa, ci immaginiamo una Torino prossima ventura che in nome della non discriminazione di genere non ordinerà più “una Vodka” al bar, ma chieda “quel liquore che fa 90° e viene prodotto in Russia” oppure che al posto di una dolce al mascarpone ordini “quel malefico dolce che mi fa aumentare di tre chili ad ogni boccone”.
Con tante grazie alla Sindaca delle Innovazioni indimenticabili e del Governo – oddio, per la parità di genere come si chiamerà questa entità nel nuovo ordine appendinico in vigore a Palazzo Civico, l’entità politica che dice di tutto ma non fa nullla, o cos’altro? – che una (inutile) ne fa e cento necessarie le ignora.
(13 settembre 2017)
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