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Quelli che se non c’è violenza fisica non c’è stupro… #Visioni, di Mila Mercadante

di Mila Mercadante, twitter@mila56170236

 

 

“Una donna libera è il contrario di una donna leggera” Simone De Beauvoir

 

Due casi eclatanti di stupro – Rimini e Firenze – due tra i tanti che avvengono ogni minuto in tutto il mondo ai danni di donne e minori, sono sufficienti per capire come siamo messi male. Sarà che il periodo è bruttissimo, sarà l’elettricità prodotta dai crolli di questa fine impero che corre nell’aria e ci trapassa tutti ma è un fatto che in troppi uomini e in talune donne ancora resistono come pesanti mammut certe idee e certi pensieri medioevali. Dopo Rimini la stampa ci ha edotti con una serie di statistiche per stabilire chi stupra di più tra nativi e stranieri, mentre noi altri ci dividevamo come sempre in fazioni: i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, e per cattivi intendo coloro che le statistiche le hanno lette come vanno lette, perché la matematica non è razzista. Rimini ha messo almeno tutti d’accordo sul fatto che lo stupro è un orrore e dovrebbe essere punito con pene severissime, molto più di quanto non si faccia.

La stessa cosa non accade di fronte alla vicenda di Firenze. Non c’è un’opinione pubblica unanime nella condanna.  Lo stupro subìto da due giovanissime studentesse americane (19 e 21 anni) è stato valutato da troppi italiani con minore severità, è stato giudicato “poco” stupro rispetto all’altro o addirittura un falso bello e buono. Perché? Non c’entra niente la solidarietà all’arma dei Carabinieri, né la fiducia che la quasi totalità dei cittadini in essa ripone. C’entra il pregiudizio nei riguardi delle donne americane (tutte troie avvezze alla denuncia facile) e delle donne tout court. C’entrano l’assenza di violenza fisica, l’assenza di minacce, di calci, di pugni, di schiaffi. Quello di Rimini è un episodio più grave e più serio perché i violentatori sono stati brutali, si dice. Non contano nulla i sentimenti, le paure, le lacrime e le parole delle donne che denunciano una violenza: se il loro corpo non presenta gli inequivocabili segni della lotta ingaggiata dal maschio per vincere una resistenza, è lecito pensare che la denunciante menta dopo essersela goduta. Una mostruosità – ripeto – medioevale.  La donna è ancora oggi oggetto di preconcetti feroci e durissimi a morire, preconcetti che legittimano la cultura patriarcale perfino se si parla di violenza sessuale.

Disgraziatamente Salvini non è l’unico a dubitare della sincerità delle due americane, e non è il solo a pensare che la sopraffazione sessuale debba coincidere con la violenza fisica per poter essere definita stupro. Disgraziatamente la stampa ha sparso la notizia (falsa) che le due giovani avessero stipulato una polizza assicurativa sullo stupro, insinuando così un movente economico. Disgraziatamente il sindaco di Firenze – Nardella – nel commentare l’accaduto ha ritenuto opportuno rimproverare gli stranieri che popolano la città per i loro comportamenti scellerati, il che equivale a sottintendere una colpevolezza – ancorché passiva – delle ragazze. Disgraziatamente molti non hanno compreso che prima del punto di vista etico esiste il dato giuridico, che è chiarissimo: non si può parlare di consenso quando la persona “offesa” si trovi in uno stato di percezione alterata della realtà.

Approfittarsi della debolezza di due ragazze non lucide perché ubriache (una di esse non si reggeva in piedi a causa del mix alcol/hashish e dopo l’accaduto è svenuta) per consumare un rapporto sessuale senza dover ricorrere alla forza è un fatto di una gravità indiscutibile. Se gli approfittatori indossano una divisa che rappresenta la salvaguardia della giustizia nonché la sicurezza e la tutela per i cittadini, l’atto compiuto diventa ancora più grave. Avrebbero anche dovuto evitare di accogliere in auto le due ragazze perché è vietato, non si può fare. Non ci dovrebbe essere niente altro da dire se non che la giustizia farà il suo corso. Il giudizio morale che ognuno è libero di elaborare è un altro conto. Per quanto mi riguarda le due ragazze non avendo capacità reattive non erano consenzienti, altrimenti non avrebbero denunciato una violenza sessuale (a che scopo, di grazia?) e i due carabinieri sono colpevoli, senza se e senza ma.

 




 

(10 settembre 2017)

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