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Torino, nuovo regolamento per le aree sosta dei nomadi

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foto: MARMORINO/NEWPRES

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La Città di Torino propone un nuovo regolamento comunale delle aree sosta per rom e sinti, con l’obiettivo di superare il problema degli insediamenti irregolari e favorire la legalità e l’integrazione sociale, sostenendo le famiglie nel loro percorso verso l’autonomia abitativa, educativa ed economica. Il testo è stato approvato dalla Giunta e presto sarà oggetto di confronto e di analisi da parte del Consiglio comunale.

Il regolamento indica quattro aree attrezzate: l’area Sangone in corso Unione Sovietica 655, l’area Germagnano nell’omonima via, il campo Le Rose di via Lega 50 e quello di strada dell’Aeroporto 235/25. Per ciascuno di questi insediamenti sarà indicata una capienza massima da rispettare, definita in base alla composizione dei nuclei familiari, alle condizioni igienico sanitare e alle esigenze di ordine pubblico.



 

Il nulla osta alla sosta viene rilasciato da una commissione composta da cinque membri scelti dalla Giunta comunale e vale un anno. Il permesso è rinnovabile e può essere concesso anche in via straordinaria per sei mesi, oppure per quaranta giorni in occasione di eventi familiari (ospitalità di parenti, riti funebri, matrimoni).

Ogni area di sosta avrà fino a tre delegati delle comunità che vi soggiornano, scelti sulla base del criterio di rappresentatività dagli stessi occupanti. Avranno il compito di collaborare nella cura dell’insediamento e della pacifica convivenza e potranno indire assemblee di informazione e di partecipazione attiva.

Per potervi risiedere occorre possedere i documenti in regola (carta d’identità per gli italiani, permesso di soggiorno per gli stranieri), non essere stati allontanati dagli altri campi della Città e disporre di un reddito non superiore a 20mila euro. Il nulla osta si ottiene inoltre dietro il pagamento di una tariffa di 600 euro annui per ogni piazzola assegnata, da calibrare in base alle condizioni economiche del nucleo familiare.

Altro elemento escludente è la condanna a oltre tre anni di reclusione, salvo estinzione definitiva della pena, o l’essere stati  giudicati per svariati delitti contro lo Stato e contro l’ordine pubblico, violenza, furto.

Ufficio Nomadi, Circoscrizioni, Polizia Municipale parteciperanno congiuntamente alla gestione delle aree sosta.

Rispetto per gli altri e per le strutture comuni, assolvimento dell’obbligo scolastico, documenti in regola per le persone e per le automobili, conferimento regolare dei rifiuti, divieto di costruzioni abusive, pagamento regolare dei consumi energetici, cura dei propri animali: gli ospiti delle aree sosta dovranno garantire le minime condizioni necessarie per la convivenza civile, pena la revoca del permesso. La mancanza dei requisiti di base e la violazione delle norme di comportamento prevede anche sanzioni pecuniarie, tra i 100 e i 500 euro.

Informa un comunicato stampa del Comune di Torino.





(30 agosto 2017)

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