
di Anna Rita Leonardi, twitter@annaleonardi1
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
La parola “compagni” è ciò che ha sempre contraddistinto l’identità della sinistra. Chiamarsi “Compagni” è un modo per unire, per stare insieme, tutti sotto gli stessi valori.
Ecco, davanti alla polemica dell’abbraccio Pisapia – Boschi, da parte di chi vorrebbe appropriarsi non solo dei valori della sinistra ma perfino delle parole, non si può restare in silenzio. Non solo perché la polemica è brutta, non solo perché è stupida ed infantile; ma perché fa male. Da quando si è deciso che per essere di sinistra si deve odiare il proprio vicino di casa? Da quando esiste un manuale che ti indica chi devi salutare e come? E, soprattutto, chi ha autorizzato qualcuno a dettare tali regole e perché?
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Essere di sinistra significa credere nei valori dell’uguaglianza, del rispetto, dei diritti e dei doveri.
Essere di sinistra significa stare dalla parte dei cittadini, significa lottare per una società più giusta.
Togliamo questo dubbio: nessuno può arrogarsi il diritto di monopolizzare le parole e le identità.
Io sono una dirigente del Partito Democratico, e sono una donna di sinistra. E non consento a nessuno di attribuirsi patenti di purezza, né di appropriarsi di parole e valori che sono di tutti.
Perciò viva gli abbracci tra compagni. Forse ce ne vorrebbe qualcuno in più.
(24 luglio 2017)
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