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Medicina con Cannabis made in Italy: esordio in una farmacia a Vicenza

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Con l’arrivo del nuovo anno è partita la vendita nelle farmacie italiane del Cannabis FM-2, medicinale derivato interamente da sostanza prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Cannabis coltivata e lavorata in Italia, quindi; ecco perché viene comunemente battezzata ‘made in Italy’.
Un progetto che prevede la facoltà, solo per il soggetto pubblico e quindi per lo Stato, di produrre in proprio cannabis da utilizzare per scopi terapeutici, così da dar vita ad un farmaco da rivendere poi, previa presentazione di prescrizione medica da parte del paziente, nelle farmacie ospedaliere o che ne facciano richiesta.
Ed è esattamente quanto è accaduto alla farmacia Campedello di Vicenza che, per una serie di eventi, è risultata essere la prima sul territorio italiano ad essere rifornita con il farmaco a base di cannabis made in Italy.

 

I vantaggi di questa operazione sono piuttosto evidenti: il farmaco che ad oggi era importato dall’Olanda (il nome scientifico del medicinale era Bedrocan) potrà ora essere prodotto in Italia ad una cifra di 15 euro al grammo anziché 24. La composizione farmaceutica è sostanzialmente la stessa, ma con un risparmio di circa il 30%.
Il primo ordine è consistito in circa 20 kg per tutto il territorio nazionale; ma in futuro si passerà a nuove richieste ogni 3 o 4 mesi, fino al raggiungimento dei 100 chili all’anno, soglia prevista dal progetto e che andrà a coprire solo una parte del fabbisogno nazionale, in attesa di crescita della produzione.
Altri vantaggi della cannabis prodotta sul territorio sono legati al controllo, dato che è lo Stato stesso, per mano dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, a verificare ogni singolo passaggio della produzione.

 

La prima farmacia a dotarsi del farmaco si trova, come detto, a Vicenza. Il medicinale, confezionato in quasi 2500 barattoli, verrà ora distribuito in tutte le farmacie italiane, ospedaliere o autorizzate previa richiesta, e potrà essere utilizzato per le terapie antalgiche; ovvero di cura del dolore.
Un passo decisivo all’interno del dibattito legato alla commercializzazione della cannabis soprattutto per uso curativo, il cui funzionamento è anche al centro di una proposta di legge molto più larga che vada a prevedere anche per i privati, solo se autorizzati da regolare prescrizione medica, la possibilità di coltivare in proprio la sostanza per finalità meramente mediche.
Il futuro della legalizzazione della cannabis passa da qui; da una piccola farmacia nel vicentino e, più in generale, dalla distribuzione capillare del medicinale realizzato con cannabis prodotta, curata e lavorata sul nostro territorio.

 

 

 

 

(17 gennaio 2017)

 

 

 





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