
di Il Capo
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Gianni Cuperlo ha offerto di sé alla direzione PD del 10 ottobre l’immagine che ancora non avevamo: quella della segretaria del capo che è stata importante un tempo e che ora punta i piedi minacciando di andarsene come se fosse indispensabile. Lo spettacolo politico che Cuperlo offre agli italiani che cita arrogantemente come “la nostra gente” è vergognoso, patetico, insulso. Il suo intervento anti-Renzi, l’ennesimo intervento anti-Renzi non ha nulla di politico, non è una proposta, non è un discorso. E’ al contrario il livore senza fine, il rancore personale, l’acredine adolescenziale di un rappresentante politico imbarazzante che è stato asfaltato dalla “sua gente” alle primarie PD del 2013 e non l’ha mandata giù.
Cuperlo, l’ometto che obbedisce ciecamente agli ordini di D’Alema, has parlato di non ben identificate “pulsioni represse nel tempo” delle quali dev’essere esperto. Ha vaneggiato di “incapaci” che “andrebbero scacciati per le nostre”, quelle del PD, “sconfitte”, incapaci dei quali lui era uno dei rappresentanti e dei quali ora è leader, nonostante la sconfitta alle primarie. Poi compie quello che lui considera senza dubbio uno dei suoi capolavori di eloquenza, parla di “andare a vedere la sostanza delle parole” e minaccia le sue dimissioni qualora dovesse decidere di votare “No” il 4 dicembre se – è sottinteso – Matteo Renzi non dovesse dargli la caramellina che ha chiesto per sé, per il suo capo e per la ridicola minoranza di falliti che rappresenta. Loro, quelli di Cuperlo, sono quelli che hanno distrutto l’Ulivo, che hanno fatto la Bicamerale con Berlusconi e nulla hanno ottenuto, che con Migliavacca e Verdini studiavano le riforme poi abortite, proprio quello stesso Verdini che oggi è diventato il demonio più demonio che c’è, sono quelli dello “smacchiare il gziaguaro” e delle elezioni già vinte perse all’ultimo minuto, sono quelli che si sono fatti ridicolizzare da Roberta Lombardi in un confronto streaming vergognoso per tutta la politica italiana. Sono quelli che minacciano la scissione ad ogni colpo di vento e che sempre stanno lì a minacciare disastri. Se ne vadano, e vedranno come e se verranno rieletti.
(10 agosto 2016)
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