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La Lurida: Mo’ chi l’ha detto che per andar d’acordo bisogna pensarla tutti uguale?

rissadi La Lurida   twitter@LaLurida

 

 

 

Sicome eran trè o quattro vite che non scrivevo qua sulla Gaiaitaglia, e non sapevo nemeno se czi tornavo a scrivere che son stanca e mi volio anche ritirare a vita privata sottoterra ché i cubicoli no e neanche il forno, voglio fare i beghi (che son i vermi, per chi non vien da le mie parti), non cz’avevo nemeno idea di cosa volevo poi scrivere a la fine, mo’ mi son venuti in aiuto i grilini e i semi che czi gzirano atorno ai grilini. Perché sembra a sentirli loro che la cosa importante è andarczi d’acordo, coi grilini, e sopratutto tra loro devono andar d’acordo e per esser grilino devi pensarla come i grilini, nesuna posibilità di disentire dal verbo del Grillo che diventa il verbo grilino, insomma “Il verbo”. Alora czi pensavo per chè – presempio (da le mie parti la “e” di per esempio si soprime per chè cz’abiam fretta gzià ne l’utero) – a mè la Mila Mercadante ad esempio, io non son micca mai d’acordo con quel che dicze però mi piacze come lo dicze quel lavoro lì che non son micca d’acordo. Non so se mi spiego. Non son quasi mai d’acordo nemeno col Capo, mo’ lui cz’aveva sediczi anni che io ero gzià anziana e czi voglio bene mo un bene che dio qui dio là anche se non son micca d’acordo cosa me ne frega. Se proppio (da le mie parti la “r” di proprio sparisce sotto la doppia “p” per chè siam sgramaticati gzià ne l’utero), devo pensare a uno che czi son d’acordo sempre, quelo lì è Bo Sammers che è sammers anche di primaveras, per chè lui scrive la poesia anche quando parla di dar via l’organo, per chè è uno bravo, colto, fine e rafinato nel tocco de la penna (che sì, che due maroni, lo so che scrive col compiuter però è rafinato lo stesso) e alora… Insomma, mi chiedevo da dove viene tutta questa rotura di balle, tutte queste beghe che dio qui e dio là, per andar d’acordo dobiam pensarla proprio tutti ugualissimo se nò a tè ti tiro dei cancheri, a quel’altro czi dico che l’amazzo dal tuitter e a quel’altro ancora che mi metto a ofenderlo e insultarlo – che son poi la stessa cosa, mo’ vi volio far vedere che sò scrivere – e a mè mi sembra tutto molto più pornografico della pornografia pegziore che ho visto (e più che avrene vista ne ho fatta… No. Micca al czine, imbalsata!, io ero di campagna e cz’eran i czespugli, i rovi, gli an-fratti e i pagliai… e gli uomini che di notte ti venivan busar la porta e non lo dire a mia moglie per piaczere!). Perché quela regola lì de l’insulto e del che ti venga un canchero se la aplicassimo nella Gaiaitaglia dove la pensiam tutti in maniera diferente czi dovremmo scanare come le bestie. Invezce andiam d’acordo lo stesso. Siam ben nati strani, noialtri…

 

 

 

 

(6 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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