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Con un comunicato del 1 giugno scorso Amnesty International ha espresso deplorazione per le iniziative prese dalle autorità italiane negli ultimi giorni a Ventimiglia, in relazione alla presenza di migranti in transito. Secondo quanto appreso da Amnesty International, dopo che l’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco era stata pacificamente rispettata dai migranti, le forze di polizia avrebbero rastrellato decine di questi ultimi per trasferirli in centri per l’immigrazione in altre zone d’Italia.
Contemporaneamente, diversi volontari che da tempo esprimevano concretamente la loro solidarietà ai migranti, fornendo loro assistenza umanitaria, sarebbero stati fermati a partire dalla notte tra il 30 e il 31 maggio e sanzionati col foglio di via per tre anni, come peraltro già avvenuto nell’estate 2015 ai danni di altri attivisti.
“Si è trattato di provvedimenti non necessari e sproporzionati, destinati a non fornire alcuna soluzione concreta a persone che nella maggior parte dei casi sono in fuga dalla guerra e dalla persecuzione e intendono muoversi verso paesi nei quali, per legami familiari o per altre ragioni, ritengono che potranno trovare un riparo e un’accoglienza migliori” – ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International. “Chiunque, migrante o volontario che sia, ha il diritto di manifestare pacificamente, a Ventimiglia come altrove. Deve essere garantito a tutti il diritto di chiedere asilo e di ricevere un trattamento rispettoso della dignità e dei diritti” – ha concluso Rufini.
(3 giugno 2016)
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